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2B a Venice Innovation Design

20 Luglio 2021

L’Isola di San Servolo il 17 e il 18 luglio è tornata a ospitare Venice Innovation Design (VID), un appuntamento all’insegna della sostenibilità in cui è stato protagonista il processo di trasformazione in atto nell’isola della Laguna di Venezia di proprietà della Città metropolitana, che ha scelto di seguire per il futuro una strada che porta verso il design sostenibile.

Nel corso della due giorni di lavori è continuato lo scambio sui temi indicati da Vid fin dalla sua prima edizione del 2018: architetti, designer, imprenditori e manager di aziende primarie del settore dell’interior design ed esperti innovatori del settore sono stati i protagonisti con i loro interventi e proposte assieme a 7 startup impegnate a sviluppare inediti bio-materiali, come Altaii, Ananas Anam, Biofaber, Keeplife, Krill Design, Phononic Vibes e Ricehouse. Abbiamo partecipato anche noi di 2B condividendo la nostra esperienza sulle strategie di sostenibilità e gli sviluppi in questo ambito.

Due tavole rotonde hanno guidato la discussione dei due giorni:

  • sabato 17 “La visione sostenibile” ha visto partecipare Giulio Cappellini, imprenditore e designer; Alfonso Femia, architetto e designer; Massimo Iosa Ghini, architetto e designer e Andreas Kipar, architetto

  • domenica 18 “Innovare partendo dall’uomo” con Alberto Apostoli, architetto e design; Alberto Cavalli, direttore generale della Michelangelo Foundation; Alberto Mattiello direttore creativo The Placemakers e Maurizio Sobrero, ordinario di Gestione dell’Innovazione all’Università degli Studi di Bologna.

Alcune impressioni da questa due giorni.

Dalle tavole rotonde:

  • “Dobbiamo decidere cosa non è sostenibile, C’è una corsa continua a cercare di dimostrare di essere sostenibili ma non si parla dell’insostenibile”
  • “In passato la visione non aveva bisogno di confrontarsi con il limite. Oggi il limite è la nostra quotidianità”
  • “non ci prendiamo la responsabilità di affrontare il nostro tempo”
  • “Ragionare sulla capacità rigenerativa del pensiero significa fermarsi, ripartire ma non come prima. Pensavamo di poter compensare ma non c’è niente da rigenerare. Non bisogna costruire ma coltivare”.
  • “Oggi bisogna essere radicali. Una volta potevamo ancora permetterci di essere moderati”
  • “Il segreto del benessere è il ben fare” San Francesco
  • “Oggi c’è la carestia della bellezza”

Dalle start up presenti:

RiceHouse, materiali per l’edilizia realizzati con scarti della coltivazione del riso

Biofaber, un’ecopelle naturale creata con cellulosa di origine batterica da scarti alimentari

Altaii, una speciale porcellana con porosità zero in grado di raffreddare o conservare senza uso di energia elettrica

Krill Design valorizza gli scarti della filiera alimentare

Ananas Anam realizza prodotti tessili dalle foglie scartate dopo la raccolta degli ananas

Keep Life, materiale composito a natura lignea, plasmabile e auto-indurente, generato utilizzando i gusci di nocciole, di castagne, di noci, di mandorle, di pistacchi e di arachidi, con l’aggiunta di un legante

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