Esperienze ed impressioni

Percorso di un bambino che fa molto bene anche a un adulto

5 Maggio 2017

Dedico il post di oggi a un percorso che mi è capitato di fare di recente e che è stato puro divertimento, meraviglia e ispirazione.

Mi era molto piaciuto il manifesto sul diritto dei bambini di stare all’aperto, che avevo trovato in Ontario, e questo percorso realizzato dalla novenne A. mi sembra l’essenza della creatività, del piacere per l’avventura e della scoperta.

Vi è mai capitato di seguire un percorso simile a questo? In quali modi possiamo utilizzare queste idee anche nella vita di ogni giorno, per reinventarci la quotidianità, guardare al normale con occhi nuovi, o addirittura per trovare nuove idee in ambito lavorativo?

Ce n’è veramente per tutti, anche per chi, semplicemente, vuole godersi questo straordinario sentiero nella fantasia.

Pronti, partenza…via!

A seconda del colore o del simbolo sulla piastrella, un passo di danza diverso: ondeggiare, fare una piroetta, un salto alternato o altro.

Raccogli un fiore e regalalo ad A., poi racconta una filastrocca e uno scioglilingua, meglio se inventati.

Dopo l’allenamento mentale, un po’ di movimento con 30 salti a piedi uniti…

…e un salto lungo.

Questa dell’innaffiatoio è una delle mie preferite; dare l’acqua a una pianta fa bene a lei e a noi. Un gesto piccolo ma ricco di significato, che in genere faccio in modo quasi meccanico.

Si prosegue con una serie di palleggi, che non facevo da molto tempo. Quante sono le abilità che avevate da bambini e che non praticate più da anni? Da quanto non saltate la corda, o entrate a saltare nella corda girata da altri, o non fate una capriola?

Anche questa tappa è molto poetica: fermarsi a odorare un profumo. Da quanto non vi fermate un attimo a odorare un fiore, un’erba aromatica, concentrandovi sul suo profumo?

Vi verrebbe in mente, così, un colmo? Io sono una di quelle persone che non ricorda né le barzellette né i colmi; è sempre imbarazzante quando mi chiedono di raccontarne una.

Ecco, proprio ciò che intendevo.

E su uno skateboard, da quando non ci salivate? Qui ho dato il meglio di me!

I bambini lo chiamano trampolino, anche se il termine ufficiale sarebbe tappeto elastico, ed è uno spasso.

Saltare su un piano rialzato…

…e salire sul tronco di un albero.

Racconta un indovinello.

Quasi più bello del primo, perché le piante erano l’erba!

Salta con due piedi dentro al cerchio.

Poi segui la linea senza scorciatoia…

…e fai un bel salto in lungo.

Si prosegue ancora con un paio di giravolte…

…e passi diversi e particolari per ogni simbolo.

Soffiare un soffione rimane sempre un po’ speciale.

E che dire dello scavare una buca nella terra e piantare dei semi? Bellissimo. A me dà molta più soddisfazione vedere un seme che ho piantato germogliare che non trapiantare una pianta.

Anche questa è stata una delle mie tappe preferite: fermarsi a osservare. Quanto guardiamo solo e quanto osserviamo? Osserviamo con calma, almeno ogni tanto, godendoci le forme, le sfumature, i contorni?

Questo era ciò che si doveva osservare.

24 salti, non uno di più, non uno di meno, che A. controllava.

E ancora un colmo, tanto per gradire.

Cammina per un metro a piedi scalzi, lo scrivo e sorrido.

Raccogli un po’ di erica.

Se non si è notato, ai bambini i salti piacciono assai!

Questo “dammi un abbraccio” mi fa andare in brodo di giuggiole. E se le giuggiole piacciano quanto a  me, guardate qui o qui.

“Ficcati sotto” questo alberello, tanto anche se devi stare accucciato c’è un tappeto di edera per terra.

Anche il test di inglese, perdonando un piccolo errore alla maestra.

Questa ci mancava, 3 giri attorno alla colonna.

“Sorridi!”, col punto esclamativo. Charlie Chaplin diceva: “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso”.

E siamo arrivati, purtroppo, alla conclusione di questo percorso. Spero vi abbia ispirato quanto ha ispirato me.

Buon fine settimana!

Potresti essere interessato anche

Nessun Commento

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.