Luoghi e persone

Dalla Guadalupa una storia di sole ed energia rinnovabile al servizio del turismo

26 Aprile 2016

Ho avuto il piacere di intervistare Anne-Marie Monpoix Samson, che del suo sogno di vivere nelle Antille Francesi, nato dalla sua storia familiare e arricchito di preziose  memorie tramandate dalla nonna, ha fatto un’avventura proiettata al futuro. La sua idea, realizzatasi dopo tre anni di intenso lavoro, è stata riconosciuta dalla Regione Guadalupa come progetto “esemplare”. Speriamo possa ispirarvi, o anche solo regalarvi un po’ del colore e del calore della sua isola.

Mi piace il lavoro che faccio, mi fa sentire innovatrice sociale e parte attiva del  cambiamento nella piccola isola di Les Saintes dove risiedo da ormai 25 anni.

Qui il sole è di casa mentre tutto il resto arriva da lontano.

Così ho pensato di lavorarci, con il sole……

Trasformo i raggi solari in energia elettrica grazie ad un sistema ad alta efficienza energetica realizzato con attenzione alla sostenibilità ambientale.

Con l’energia prodotta non solo ricarico le batterie dei veicoli che noleggio ai visitatori dell’isola, ma immetto nella rete pubblica energia pulita.

L’Arcipelago di Guadalupa è composto di 5 isole: in quale isola vive e dove offre il suo servizio di noleggio di veicoli elettrici alimentati con energia solare?

Vivo in un’isola che si trova a 15 kilometri a sud della Guadalupa, a Les Saintes, un piccolo arcipelago di 9 isole scoperte da Cristoforo Colombo il 4 novembre del 1493. Questo luogo è oggi famoso in tutto il mondo per la bellissima baia di Anse du Bourg; con il suo pan de Sucre è considerata la terza baia al mondo per la sua bellezza.

Solo due delle isole dell’arcipelago sono abitate da poco più di 3.000 abitanti; Terre de Haut ha un’estensione di 4,52 km 2 e Terre de Bas di 9,45 km 2 .

Io vivo a Terre de Haut, un’isoletta raggiungibile in 20 minuti con un traghetto oppure via aereo dalla Guadalupa. Queste isole, grazie al loro isolamento perdurato nei secoli, hanno mantenuto un carattere autentico offrendo a coloro che le visitano diverse spiagge e numerose passeggiate con scorci indimenticabili.

Les Saintes è considerato un paradiso per gli appassionati di immersioni, i suoi fondali sono infatti considerati tra i più belli dell’arcipelago della Guadalupa.

Terre de Haut si può visitare tutta in una giornata affittando uno scooter o una macchina elettrica.

Terre de Haut è il luogo di origine di mia madre Mme Maria Samson, figlia di coloni Bretoni francesi che, dopo la caduta del secondo impero coloniale francese, fecero ritorno nella madre patria. Il suo grande desiderio era quello di poter fare ritorno in quelle isole, che riecheggiavano continuamente nei racconti familiari, desiderio che si concretizzò negli ultimi anni della sua vita.

Con gran coraggio e con il supporto della mia famiglia decisi di ristrutturare una vecchia casa coloniale dei bisnonni e di trasferire la residenza di mia madre da Parigi alle Piccole Antille francesi.

Quando arrivammo qui 25 anni fa il turismo stava iniziando a prendere sempre più piede. Fu in quel momento che, ispirata dalle esperienze di lavoro nel settore del turismo fatte in Cina, decisi di offrire un servizio di incoming e noleggio scooter per permettere ai turisti una visita completa dell’isola.

Ero la prima ad offrire questo servizio in maniera professionale, investendo capitali in una flotta completa di 50 ciclomotori personalizzati, in tutta l’isola i miei scooters arancioni davano un bellissimo tocco di colore.

Con la sempre più forte consapevolezza di ridurre l’inquinamento atmosferico ed acustico causato dai molti ciclomotori presenti sull’isola, mi decisi di convertire i miei veicoli con motore a scoppio con mezzi alimentati elettricamente.

Ci può descrivere i veicoli che noleggia e dove sono stati realizzati?

I veicoli che noleggio sono frutto di un progetto di ricerca durato 2 anni (Captheo2) il cui scopo era quello di individuare un tipo di veicolo che potesse adattarsi alle caratteristiche dell’isola fatta di promontori con stradine con pendenze accentuate.

Dopo vari tests e studi di fattibilità elaborati insieme ad un team di ingegneri specializzati, abbiamo trovato il veicolo che rispondesse ai requisiti richiesti: Il Cross Rider della Comarth Spagnola con i suoi 100km di autonomia, con la velocità massima di 45km/ora e con un margine di percorribilità pari a 5 volte l’estensione dell’isola questa macchina permette il suo uso continuativo durante una giornata di 8 ore.

Ci può raccontare come e quando è nata l’idea di mettere a disposizione dei turisti mezzi di trasporto che non emettono gas di scarico e come si spostavano prima normalmente i turisti?

L’idea è nata fondamentalmente dalla necessità di rispondere anche alle richieste di clienti sempre più eco-responsabili ed eco-consapevoli.

Il progetto si è potuto concretizzare grazie ad una iniziativa del Dipartimento delle Politiche Europee in cooperazione con 3 organi istituzionali ADM/EUROPA/REGIONE Guadalupa lanciata tra il  2007 – 2013 per il finanziamento di progetti legati alla tutela dell’ambiente.

Da tempo avevo in mente l’idea di realizzare il progetto di conversione da veicoli a motore in quelli elettrici, pertanto decisi di aderire all’iniziativa della regione nel 2010 con l’intento di usufruire di un eventuale contributo economico.

Da subito mi resi conto di quali fossero le reali potenzialità delle energie rinnovabili, avevo capito che un approccio eco-responsabile non significava solamente dover garantire la fornitura di energia elettrica ai veicoli a noleggio ma che quella stessa energia necessaria ad alimentare le batterie dovesse provenire da una fonte alternativa e soprattutto a ridotto impatto ambientale.

L’isola non ha una vera e propria rete stradale, le strade sono strette e tortuose.

Non avendo permesso l’introduzione di automobili nell’isola gli abitanti si sono sempre spostati a piedi così come anche i turisti, con l’unico svantaggio di non poter avere il tempo di raggiungere in giornata le spiagge più belle o gli angoli più suggestivi, accontentandosi di rimanere nel centro.

Oggi, tutti i turisti che arrivano in isola hanno la possibilità di visitare il Museo del forte napoleonico situato sulla cima di un promontorio nella mattinata e di raggiungere in breve tempo le spiagge più suggestive percorrendo numerose stradine in pendenza.

Quanto tempo è passato tra l’idea e la realizzazione del progetto e quali sono stati i principali ostacoli incontrati?

Ci sono voluti 3 anni per realizzare il progetto, un ottimo risultato ben lontano dalle mie aspettative per il timore che potesse concludersi nelle pastoie burocratiche.

Invece con mia grande soddisfazione oltre ad ottenere un contributo finanziario il progetto ha ottenuto un riconoscimento da parte della regione come progetto “esemplare”.

Come sono state accolti questi veicoli elettrici alimentati da energia solare dai turisti e dalla popolazione locale? Prevede di ampliare questa iniziativa in futuro?

Le prime autovetture alimentate con energia solare hanno riscontrato un grande successo e questo mi ha spinto a investire nell’acquisto di altri veicoli.

Anche gli stessi locali apprezzano l’assenza di rumore delle macchine elettriche.

Ha altri progetti futuri sempre nell’ottica della sostenibilità ambientale?

La mia speranza per la nostra isola è che l’amministrazione pubblica locale porti avanti una politica favorevole a progetti in ambito di sostenibiltà per poter essere sempre più indipendenti dalla Guadalupa.

Tra i miei prossimi progetti intendo investire nell’acquisto di scooters elettrici.

Foto di V. Croce

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