Esperienze ed impressioni

Venerdì, due libri per ridere, ma non frivoli

18 Marzo 2016

Il signor Coccodrillo è a corto di prede e quindi ha molta fame. Ha talmente tanta fame che neppure le avances della bella coccodrilla fanno breccia perché la fame è terribile e, come Maslow insegna, prima di tutto vanno soddisfatti i bisogni fisiologici che sono alla base della piramide. La disperazione è tale che il signor coccodrillo decide di trasferirsi in città nella speranza di poter più facilmente trovare delle prede.

La parte del viaggio in autobus fino alla città è esilarante.

Dopo un po’, mentre si cominciavano a vedere le prime case della periferia, il signor Coccodrillo si ricordò di aver molta fame.

E si mise a divorare qualche passeggero.

Ma l’autista era parecchio seccato. Fermò l’autobus e fece una scenata.

“Se si comporta così, scenda immediatamente da questo autobus”.

“Che?”

Il signor Coccodrillo non capiva bene perché l’autista ce l’avesse con lui.

“Se è proibito mangiare sull’autobus, avreste potuto metterci un cartello”.

“Non è questo il punto”.

Il signor Coccodrillo chiese se per caso aveva masticato a bocca aperta,  o ruttato, o sporcato di sangue il parabrezza, e tirò fuori dalla tasca un fazzoletto ricamato da sua mamma per ripulire eventuali macchie.

Sembra un libro per bambini, ma se i vostri figli sono abituati a storie di animali umanizzati, che poco hanno dei loro istinti naturali, leggete questo libro prima di loro, e preparateli. Il signor Coccodrillo ha in effetti caratteristiche umane positive, ma solo quelle di facciata, e questo lo rende spassoso e stravagante.

Quante persone sono coccodrilli con caratteristiche umane solo per quanto riguarda l’apparenza, i modi, gli atteggiamenti di facciata?

Il coccodrillo rimane tale, e mangia persone o animali dall’inizio alla fine.

Non so se il finale possa deludere qualcuno, infatti come una favola finisce bene, perché il coccodrillo (almeno lui, non come certi umani), se ha la pancia piena e non viene minacciato, non ha ragione di attaccare.

Il signor Coccodrillo ha molta fame, Johan Sfar, orecchio acerbo

Il secondo libro che propongo oggi è così descritto nella quarta di copertina:

Una storia d’amore in barba alla legge, una sfida all’ultima infrazione, un western urbano a colpi di acceleratore, una carambola dei sensi…Di marcia naturalmente. E la morale? Assolutamente contromano. La penna ben carburata di Stefano Benni incontra il pennello di Francesca Ghermandi. Lo scontro è inevitabile. E le scintille pure.

A me queste storie strampalate piacciono molto. Ecco i personaggi: un centauro con le gambe talmente piene di cicatrici e crostoni che sembra abbia le braghe di pelle, figlio di una lattaia con la latteria più piccola del mondo e di un ladro di gomme di auto; e lei, aspirante parrucchiera. piccola e deliziosamente curvilinea, figlia di una sarta e di un ladro di Tir.

E’ una storia di amore che illumina il quartiere, in un libro in cui i ragazzacci sono gli eroi e il poliziotto il cattivo. Una storia alla rovescia che odora di gas di scarico, gomma da masticare, pneumatici, asfalto e baci appassionati.

Divertente, solare, scanzonato.

Pronto Soccorso e Beauty Case, Stefano Benni – disegni di Francesca Grimandi, orecchio acerbo

Buon fine settimana!

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