Luoghi e persone

Venerdì, un antico mulino e farine speciali

10 Aprile 2015

In certe fiabe c’è la polvere magica che risolve i problemi e scioglie gli incantesimi.

Questa è polvere magica davvero. Si chiama farina, ed esce da una storia che credevo di non trovare più nella realtà, forse solo in qualche vecchio libro su usi e costumi del primo ‘900, o ancora più indietro.

Dire che sono entusiasta di aver scoperto questo luogo e queste persone è restrittivo. E’ stato un caso fortuito, forse…

Ma torniamo indietro, la farina nella terrina della mia cucina è l’inizio di un’altra storia, quella di una cuoca mediamente capace, di fare onore a questo gioiello della natura e, sorpresa sorpresa, di riuscirci anche.

Questa storia inizia invece a Codroipo, cittadina friulana conosciuta per la vicina Villa Manin di Passariano , residenza dell’ultimo Doge di Venezia Ludovico Manin, e anche di Napoleone, che proprio qui firmò il trattato di Campoformio che cedeva Venezia all’Austria.

Questa splendida residenza è il luogo più vistato di queste terre, ma vi sono qui tanti piccoli tesori meno conosciuti, abbastanza per diverse scampagnate e gite.

Tra tutti, il Mulino di Bert. Costruito attorno al 1450, prende il nome dalla famiglia Bert che lo gestì nel 1500. I Zoratto sono invece mugnai di questo opificio addirittura dal 1700, tramandando l’arte di padre in figlio. Una figlia dei Guatto, qui mugnai nel 1600, andò infatti sposa ad uno Zorat, che rilevò il mulino.

Il mulino è alimentato dalla roggia Sant’Odorico, un canale artificiale realizzato dai Conti Cossio nel Medio Evo proprio per azionare i mulini che si susseguivano in questa zona. La roggia Sant’Odorico scorre anche nel Parco delle Risorgive che si trova vicinissimo al Mulino di Bert.

Questo corso d’acqua all’interno del parco risalta per le acque decisamente meno limpide rispetto agli altri corsi d’acqua, ma la farina che qui si produce è resa speciale anche dal fatto che non viene utilizzata elettricità per la sua macinazione, ma solo la forza naturale dell’acqua.

Entrati nel complesso rurale che ospita il mulino, proprio di fronte si vede il piccolo punto vendita che offre farine macinate a pietra (si dice che la pietra usata sia del 1600) e realizzate con cereali provenienti da piccole produzioni biologiche nei dintorni. Si trova quel che c’è, nel senso che i quantitativi non sono industriali, e quindi quando la materia prima finisce, quel tipo di farina non si produce più fino al nuovo raccolto. Quando ci sono stata io non c’era più farina di grano duro, ma c’erano farina per polenta, di frumento, orzo, grano saraceno, farro.

Su richiesta, è possibile vedere come avviene la macinazione.

E dove si decortica l’orzo.

Il locale è decisamente magico.

Ed ecco la roggia Sant’Odorico e le tre ruote.

Non aspettatevi un mugnaio che decanta i propri prodotti. Sa che sono eccellenti e non serve che lo dica. Ti dice invece che sono farine diverse, che devi usarle pensando come una volta, quando mangiavi un panino ed era sufficiente perché ti saziava. E’ farina che non reagisce come quella che trovi al supermercato, quindi non fare corsi di cucina che non servono, non chiedergli ricette perché non sa cucinare e non ne sa (a me in realtà una ricetta della moglie l’ha data, ma credo sia stata fortuna). “Prova”, è il suo consiglio, “usala e vedrai”.

Un’altra particolarità del Mulino di Bert è che qui si può acquistare anche lo stoccafisso.

La battitura dello stoccafisso avviene su una pietra antichissima originariamente utilizzata per lavorare la canapa. Lo stoccafisso arriva dalle isole Lofoten e con questo sistema di battitura il pesce viene ammorbidito mantenendone integre le fibre. Il mugnaio ci ha spiegato che questo apparecchio batte due colpi al secondo. Non l’ho visto in azione, ma ho visto la materia prima, a destra nella foto, e il prodotto finito, a sinistra.

Un posto che merita di essere visitato. Se ci passate, nella stessa via, poco dopo, trovate il Mulino di Bosa e la chiesetta dedicata a “Prè Voco Zorat”.

Vale anche la pena fare una passeggiata nel Parco delle Risorgive.

Se vi avanza ancora un po’ di tempo ed energia, vicinissimo si trova il Museo Civico delle Carrozze , realizzato all’interno di una vecchia filanda e adiacente a Villa Kochler.

Mulino di Bert, Via Molini 70, Codroipo (UD)

Tel. 041-906143

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