Life Cycle Thinking

Come posso compensare la mia water footprint?

17 Novembre 2014

La water footprint, impronta idrica in italiano, riceve un’attenzione crescente ed è ormai sempre più spesso utilizzata assieme ad altri indicatori di sostenibilità. Si tratta del volume totale di acqua dolce usato per produrre i beni o i servizi utilizzati da un individuo o da una comunità o prodotti da un’azienda, ed è misurata in termini di volume di acqua consumata (evaporata o incorporata nel prodotto) e/o inquinata per unità di tempo.

Siamo abituati a sentire di aziende che compensano la propria impronta di carbonio investendo ad esempio in progetti di rimboschimento, ma meno spesso sentiamo parlare di compensazione della propria impronta idrica. Il Water Footprint Institute è l’organismo più autorevole in materia, quindi da lì viene questa spiegazione:

This is a question that we receive from people that are familiar with the idea of carbon offsetting. In the case of carbon it doens’t matter where mitigating measures are taken, so one can offset own CO2 emissions by helping to reduce CO2 emissions or enhancing carbon sequestration elsewhere. In the case of water, this is different, because water deplation or pollution in one place cannot be compensated by whaever measure in another place. The focus should therefore be on reduction of the own water footprint, at the places where and times when this water footprint causes problems. We should do all that is “reasonably possible” to reduce the own water footprint, both the direct and indirect one. This holds for both consumers and businesses. Only in second instance, when everything has been done to reduce the own water footprint, one can consider offsetting. This means that the residual water footprint is offset by making a “reasonable investment” in establishing or supporting projects that aim at a sustainable, equitable and efficient use of water in the catchment where the residual water footprint is located. The terms “reasonably possible” and “reasonable investement” include normative elements that need further quantitaive specification and about which we need to reach societal consensus.

Vorrei sottolineare che, anche nel caso dell’impronta di carbonio, prima di compensare è molto importante attuare una politica di riduzione delle emissioni facendo tutto ciò che è ragionevolmente possibile. Ciò che differenzia i due tipi di compensazione è proprio l’aspetto geografico. Nel caso dell’acqua, infatti, non è possibile compensare l’inquinamento o lo sfruttamento in una determinata area o zona intervenendo in una zona diversa perché il problema causato in una specifica area deve trovare soluzione nella stessa.

Interessante invece l’interpretazione del significato di “fare ciò che è ragionevolmente possibile” per ridurre la propria impronta attraverso “investimenti ragionevoli”. Il termine “ragionevole” è decisamente vago, la discussione è aperta.

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