Esperienze ed impressioni

Venerdì, un libro e una vita di passioni, e qualche giuggiola

14 Luglio 2013

Leggo Sepulveda sempre molto volentieri, ed è suo uno dei miei libri preferiti, così quando ho letto questo titolo ho pensato che dovevo leggerlo. “Ingredienti per una vita di formidabili passioni” racchiude molto di quello che spero per la mia vita. E’ anche quello che come madre mi auguro per i miei figli: che trovino qualcosa che li appassiona. Le passioni salvano la vita, lo dico sempre, incanalano le energie e le accrescono, e sono un antidoto contro la depressione. Non è meraviglioso poter vivere la vita con passione, anche se spesso significa scegliere la strada meno battuta, fare le scelte più difficili? Mica acqua fresca. Chi ci riesce sempre? Io no, spesso è più comodo scegliere la strada più facile.

Tornata a casa con il mio libro, come sempre ho guardato il titolo originale, e devo dire che un po’ ci sono rimasta male quando ho visto che di passioni non si parla. Che ingenua, però, non è titolo da Sepulveda. Si tratta in realtà di una raccolta di questi tre scritti:

Escritura en tiempo de crisis. Articulos y reflexiones

Atacama en siete dias

Chile, el pais de mi memoria

Però dovendo pensare a un titolo in italiano, questo è proprio azzeccato, e credo lo sarebbe per uno qualsiasi dei suoi libri. Sepulveda prende la vita di petto e non credo sia facile neanche per lui, ma è semplicemente così.

In questo libro ho trovato un’interessantissima e molto lucida lettura della crisi economica attuale, dal titolo “Un modesto decalogo per capire il grande ricatto”.

Io mi perdo nelle descrizioni delle persone che incontra, delle infinite piccole storie di incredibili persone qualunque.

In un angolo di Bergen-Belsen, vicino ai forni crematori, qualcuno – non so né chi né quando – ha scritto delle parole che sono le fondamenta del mio essere scrittore, l’origine di tutto ciò che scrivo. Quelle parole dicevano, dicono e continueranno a dire finché c’è gente decisa a sacrificare la memoria: “Io sono stato qui e nessuno racconterà la mia storia”. Mi sono inginocchiato davanti a quelle parole e ho giurato che, chiunque le avesse scritte, io avrei raccontato la sua storia, gli avrei dato la mia voce perché il suo silenzio smettesse di essere una lapide carica del più infame degli oblii. Per questo scrivo.

Lo spazio bianco non è un mio errore di impaginazione, ci voleva.

Il giuggiolo è un albero che cresce molto lentamente e quando ne vedo uno relativamente grande sono sempre sorpresa perché sono molto rari. Mi piacciono la corteccia ruvida e  il tronco arzigogolato di questo vecchietto che d’estate produce questi fiorellini quasi insignificanti, di un delicatissimo verde-giallo.

Ed eccole, loro, le giuggiole ancora minuscole che diventeranno gustosissimi frutti.

Di giuggiole ho parlato anche qui e qui .

 

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