Esperienze ed impressioni

Venerdì, questa volta storia raccontate e…

8 Luglio 2013

…e finali a sorpresa e un evento molto sostenibile.

Sabato, nel parco di Villa Guidini a Zero Branco, ho assistito ad uno spettacolo di Federica Guerra  che mi è piaciuto molto. Non sapevo cosa aspettarmi ed è stata una carrellata di storie a rovescio, con svolte inattese e finali imprevisti. Così niente libro, oggi, ma storie raccontate.

Mi sono piaciute le storie, e mi sono piaciuti i personaggi. Come non trovare irresistibile questo lupo, che per di più crede di essere quasi riuscito ad assicurarsi il pasto della giornata, e non sa ancora con chi ha a che fare.

Questi personaggi nascono da qualche oggetto trovato in casa e una grande fantasia.

Un rastrello, un cesto in vimini, una spugna per la doccia, una cassetta per la verdura, una boule dell’acqua calda, un salvadanaio e una scatola sarebbero solo questo senza la fantasia di Federica. E così la storia dei tre porcellini si incrocia con quella della nostra Cappuccetto Rosso, evidentemente sopravvissuta al lupo.

Allo spettacolo ho assistito comodamente seduta sulla paglia di questo teatro durato due giorni. Se fossi stata in zona, venerdì sera sarei andata ad aiutare  a costruirlo. Il primo teatro di paglia è stato realizzato nel 2003 in Toscana, e nel 2011 è nata la Rete dei Teatri di Paglia, che ha come motto questo lungimirante “seminate gentilezza a casaccio, e atti di bellezza privi di senso”. Il principio è riassunto nel manifesto dei teatri di paglia. La paglia è un materiale naturale, la realizzazione del teatro necessita della partecipazione collettiva e il teatro “lascia traccia soltanto nei cuori”.

Sulle gradinate di questo teatro di paglia hanno steso qualche telo, perché molti spettatori avevano gonne o braghe corte, e la paglia pizzica un po’.

Il prezzo del biglietto per questo spettacolo e per quelli che sono seguiti? Ingresso responsabile, ovvero il contributo che si ritiene onesto per lo spettacolo. L’organizzatrice di questo e dei tanti  bellissimi eventi a Villa Guidini, instancabile e sorridente anche quando è seria, mi ha detto che si tratta di un cambiamento culturale, al quale si arriverà. A me però viene il mal di pancia quando vedo intere famiglie soddisfatte che, dopo lo spettacolo, si alleggeriscono di qualche centesimo. Questa artista non è stata pagata, lo sapevamo tutti. Mi ripeto, ma anche quando ci si ferma a guardare un artista di strada e ci piace, credo che sia giusto dargli qualcosa. Sono tutte diverse sfaccettature della sostenibilità.

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