Comunicazione sostenibile

Comunicare il consumo d’acqua: errori da non commettere

21 Marzo 2013

“Did you know washing dishes at the sink could cost more than using a Bosch dishwasher? That’s because washing a full load by hand can use significantly more water …”

Questo diceva una voce durante una pubblicità televisiva che promuoveva una lavastoviglie Bosch e le pastiglie  Finish apparsa nel Regno Unito.

Un grafico mostrava inoltre che secondo un test relativo a 12 coperti il lavaggio a mano comportava l’utilizzo di 49 litri di acqua contro i 6 litri utilizzati dalla lavastoviglie Bosch Aquastar.

L’asserzione si è basata su uno studio, fornito dal committente della pubblicità, la Reckitt Benckiser Healthcare (UK) Ltd, produttore del detersivo in pastiglie, condotto nel 2009. Durante lo studio era stato chiesto a 150 persone rappresentative dei cittadini del Regno Unito, di lavare a mano in un laboratorio piatti, bicchieri e posate necessari per 12 coperti, e di farlo come lo avrebbero fatto a casa nella loro quotidianità. Chiaramente le tecniche e l’uso di acqua sono risultati molto diversi tra i vari partecipanti, dai 14 litri ai 206, con una media di 49 litri.

Secondo l’ ASA (Advertising Standard Authority), il garante britannico per la pubblicità, che ha analizzato il messaggio in seguito a delle segnalazioni, la media di 49 litri non è sembrata rappresentativa dell’effettivo consumo nell’ambiente domestico, sia perché i partecipanti hanno utilizzato quantitativi di acqua molto diversi, sia perché è possibile che, in un simile contesto, i partecipanti abbiano posto particolare attenzione all’uso di tale risorsa.

Tra i partecipanti, inoltre, a coloro che disponevano di una lavastoviglie, era stato chiesto di mettere piatti, bicchieri e posate nella lavastoviglie fino a che pensavano che fosse piena. Solo 1/3 dei partecipanti era riuscito a farci stare tutto, con il risultato che nella maggioranza dei casi i pezzi lavati a mano erano di più di quelli lavati in lavastoviglie.

Un altro aspetto considerato è stato quello relativo al risciacquo dei piatti prima di caricare la lavastoviglie. Nonostante ciò non sia richiesto dal produttore dell’elettrodomestico in questione, sarebbe stato necessario considerare quella che è un’abitudine consolidata di molti consumatori.

Nonostante nella pubblicità si affermasse che un lavaggio a pieno carico a mano “potesse” comportare l’utilizzo di molta più acqua, i numeri forniti nel grafico (49 litri per il lavaggio a mano e 6 per quello in lavastoviglie) non è sembrata sufficientemente circostanziata e quindi il messaggio è stato giudicato fuorviante.

La decisione dell’ASA è stata che tale messaggio non potrà più apparire nella sua forma attuale.

Ora una mia considerazione personale. Ho una lavastoviglie nuova da circa un mese. Con nuova non intendo una che ne ha sostituita un’altra, ma la prima. Molte mie amiche per questo motivo mi hanno considerata a lungo un’aliena. La frase “Ma come fai?!” l’ho sentita molte volte. Io ho sempre fatto, e secondo me anche bene, come si fanno tante cose perché è così che le si sono sempre fatte e ci si stupisce piuttosto dello stupore degli altri. Forse ora comprendo le loro osservazioni; non sono arrivata al punto di domandarmi come ho fatto per tanti anni, ma devo dire che questa nuova condizione non mi dispiace. Quello però che ho notato è che, rispetto al passato, sporco molto di più: più piatti, più bicchieri, decisamente più pentole, tanto c’è “lei”. Posso provare a stare attenta, ma anche inconsciamente prendo e uso, e sono meno efficiente di prima. Non credo di essere l’unica.

Ma quando vengono fatti questi confronti tra lavaggi a mano e in lavastoviglie, questo aspetto viene considerato?

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