Esperienze ed impressioni

Venerdì, un libro e voglia di ridere

14 Dicembre 2012

Credo che sia la prima volta che scrivo di un libro che non ho ancora finito di leggere, ma è quasi Natale e se qualcuno non dovesse sapere cosa regalare o regalarsi, con questo libro va sul sicuro. In questi giorni mi sta accompagnando ovunque, perché se ho due minuti di attesa da qualche parte, lo tiro fuori dalla borsa e lo leggo. L’ho avuto in regalo e ho pensato che non avrei potuto ricevere un libro più azzeccato, proprio perché in questo periodo ho voglia di leggere qualcosa che mi faccia ridere. Le recensioni sono a dir poco entusiastiche. All’inizio l’ho trovato piacevole ma ero rassegnata a non veder superati i livelli del mio umorismo preferito , poi un paio di giorni fa, facendo la coda in un ufficio pubblico, improvvisamente non sono riuscita a trattenere le risate. In certi punti anche io ho riso fino a piangere, come chi ha scritto la recensione per il Daily Mail.

Eva ha 50 anni e due gemelli diciassettenni con un elevatissimo livello intellettivo e parecchie difficoltà di socializzazione. Il giorno in cui lasciano la casa in cui sono cresciuti per andare a studiare all’università, Eva decide di mettersi a letto, e di restarci per un anno. Il bello è che questo comportamento apparentemente illogico appartiene all’unica persona sensata di questa famiglia. A letto di cose ne scopre parecchie, non ultima la relazione del marito astronomo con una collega parecchio più giovane. Non si può voler del male alla giovane amante, perché si è da sola inflitta la pena di amare un uomo così inadeguato (ma molto ben descritto, e altrettanto divertente).

Il racconto delle vacanze di Natale è assurdo come piace a me, e questa atmosfera molto british mescola maniere affettate, eccentriche e comicità arguta in modo così vivido che sembra di stare lì, seduti in un angolo della loro casa.

Brian was shocked. “So, you are expecting me to do Christmas?….

Many good women, and a few men, have fallen due to the weight of expectation that rests on their shoulders.

“I don’t even know where you keep Christmas” he said, as though in previous years Eva had deposited Christmas inside a locked container at an out-of-town storage depot, and all she had to do was pick Christmas up and take it home before December the 21th.

E io continuo la mia lettura, tifando per Eva, e speranzosa in un finale romantico con Alexander, altro sensato che parla poco ma mai a vanvera, che rarità:

“You gotta look after the small things in life, Mrs Brown-Bird. There’s nothing we can do about the big stuff.”

The woman who went to bed for a year, Sue Townsend, Penguin Books

Come promesso, ecco la soluzione dell’ esercizio creativo della scorsa settimana . La cosa interessante di questo gioco di creatività è che insegna a guardare ai problemi da diverse angolature e a cercare per ognuna soluzioni diverse:

posso vedere la causa del problema legata al fatto di avere le braccia troppo corte, nel qual caso la soluzione dovrebbe prevedere qualche attrezzo o modo per allungare la mia presa, ad esempio l’uso di un bastone, o di un ombrello;

  • posso guardare al problema pensando che le corde sono troppo corte, e risolverlo allungandole legando un’altra corda alla loro cima;
  • se invece penso che il problema sia legato al fatto che una corda non può stare ferma nel mezzo della stanza mentre prendo l’altra, posso ad esempio pensare di fissarla ad un oggetto pesante;
  • infine posso vederla come l’impossibilità per una corda di venire da me mentre tengo l’altra, cosa che posso cercare di risolvere facendola dondolare con un peso attaccato alla sua estremità o mettendo un ventilatore che la spinga verso di me.

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