Esperienze ed impressioni

Venerdì, un libro e una storia di passioni

16 Novembre 2012

Da bambina mi sono innamorata di una scrittrice e ogni volta che entravo in una libreria chiedevo: “Avete libri di Louisa May Alcott?”. Il suo primo libro, “Piccole donne”, me l’aveva regalato la mia amica del cuore alle elementari. L’ho lasciato da parte per vari mesi, poi ho deciso di leggerlo ed è stato colpo di fulmine. Sono seguiti “Piccole donne crescono”, “I ragazzi di Jo” e poi “Piccoli uomini”. Se trovo un libro della Alcott lo compro, a scatola chiusa. Alcuni anni fa in un ipermercato ho trovato “Una ragazza fuori moda”. Aveva una copertina molto kitsch ed era scritto a grandi lettere, ma l’ho comprato e l’ho anche letto. Così, quando in una libreria di Amsterdam ho trovato questo “The chase” era come se avessi trovato un tesoro. Mi ha fatto scoprire una Louisa molto diversa da quella che conoscevo, la Alcott delle atmosfere color seppia e i buoni sentimenti. Questa è una storia di passione e desiderio, della fuga di una donna da un uomo violento e di lui che non le dà pace. Sembra quasi una storia moderna. Stephen King, sì proprio quello Stephen King, ha scritto una bellissima recensione del libro , raccontando le similitudini con un suo lavoro.

La storia di questo libro è incredibile. E’ raccontata nelle note sull’autore e l’editore nel libro stesso, e in questo articolo apparso sul New York Times .

Louisa May Alcott è una giovane trentenne appena rientrata da un viaggio in Europa, durante il quale ha fatto da dama di compagnia ad una giovane signora malata. Si rende conto che la situazione finanziaria della famiglia non è affatto buona, ma non è una novità. Il padre è un filosofo, sostenitore della teoria trascendentalista, educatore con idee progressiste e sicuramente illuminato per l’epoca, ma spesso incapace di provvedere alla famiglia. L’editore James R. Elliott scrive a Louisa chiedendole un racconto da pubblicare a puntate, e lei passa agosto e settembre a scrivere nella speranza di rimpinguare le casse di famiglia. Purtroppo l’editore rifiuta il lavoro, trovandolo “too long and too sensational”.

Dal 1866 saltiamo al 1993. Kent Binckell è il preside di una scuola privata ed è un appassionato di Louisa May Alcott. Scopre che esiste un manoscritto della scrittrice, è a Manhattan, in possesso alla  Ximenes Rare Books . Per un anno intero sogna e prova di tutto per riuscire ad acquistare il manoscritto, senza successo. Contatta infine un vecchio amico, sostenitore della scuola di cui è preside, che decide di aiutarlo economicamente. Solo allora Binckell si reca a Manhattan a vedere il manoscritto. Prima non aveva voluto farlo, preferiva non vedere una cosa di cui si sarebbe potuto innamorare e che non avrebbe potuto comprare.

Con il manoscritto “color del frumento” in mano, il fortunato possessore si attiva per ridare alla storia il vigore originale, dopo le varie correzioni che la Alcott aveva apportato sperando in una sua pubblicazione. Anche nel XX secolo, però, il racconto sembra non incontrare l’entusiasmo degli editori, che non lo considerano una storia per il grande pubblico (leggi, una storia che possa vendere molto). Binckell riceve una dritta, e si rivolge ad un’agente letteraria, Lane Zachary, anche lei tanto appassionata della vita della scrittrice da visitare ogni anno l’Orchard House, museo della Alcott. Considerando la storia della scrittrice, sostenitrice dei diritti per le donne e abolizionista, e le motivazioni che l’avevano spinta a scrivere il libro, l’editore ha deciso di devolvere parte dei proventi derivanti dalla vendita all’associazione che mantiene il museo Alcott e alla propria scuola (ricordiamo l’amico finanziatore).

Leggere il libro mi è piaciuto quanto leggere la storia che me l’ha fatto trovare in quella libreria. Mi sarebbe piaciuto farne parte.

The chase, Louisa May Alcott, Arrow Books

Se si potesse associare una stagione ad ogni libro, direi che questo è un libro autunnale.

Se invece dovessi scegliere una parola da associare a questa storia sarebbe “fantabulous”, che bella parola. E la canzone “Moondance” di Van Morrison è un perfetto sottofondo per una lettura come questa.
Well, it’s a marvelous night for a Moondance
With the stars up above in your eyes
A fantabulous night to make romance
‘Neath the cover of October skies
And all the leaves on the trees are falling
To the sound of the breezes that blow

Moondance, Van Morrison

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