Esperienze ed impressioni

Venerdì, libri e segreti della foresta

14 Settembre 2012

Questo scaffale contenente bellissimi libri sulla montagna e la natura fa in realtà parte di una libreria diffusa. Una libreria che non esiste, che non ha mura né un tetto, ma nasce in diversi posti, luoghi d’incontro, come qui, al Centro di Educazione Naturalistica del villaggio cimbro di Vallorch, proprio ai margini della Foresta del Cansiglio. Questa bellissima foresta, con i suoi 10.000 ettari, è la seconda d’Italia per estensione, dopo quella del Parco Nazionale della Sila. Prendo spunto da questo piccolo ma ricco scaffale per presentare alcuni libri.

I Quaderni di Kellermann Editore sono sempre molto interessanti. Di quello sugli alberi antichi e leggendari avevo già parlato qui .

Proprio vicino al Centro di Educazione Naturalistica c’è questo faggio secolare, ben indicato da un cartello lungo la strada.

Questa è una bella guida per riconoscere gli alberi. E’ stata realizzata per le scuole, e contiene giochi ed esercizi da fare con bambini e ragazzi. E’ comunque una guida utile per chiunque, molto chiara e dettagliata. A me l’hanno data qualche anno fa ad una fiera, ed è la prima volta che la rivedo. Dovrebbe essere pubblicizzata di più, anche perché è disponibile gratuitamente online, qui .

Camminare in montagna e riempirsi gli occhi di verde e azzurro, i polmoni di aria buona e le gambe di una sana fatica è un ottimo modo per liberare la mente. L’ho fatto tante volte ma mai con una guida, fino a sabato scorso, e mi sono resa conto di quante cose in montagna non si vedono anche se ci passiamo davanti. Mauro, la nostra guida naturalistica per la giornata, ci ha svelato alcuni segreti della foresta, aprendoci un mondo nuovo. Esperienza decisamente da ripetere.

Vi siete mai domandati come si distingue un abete bianco, come questo qui sopra, da uno rosso? Il tronco è più chiaro, anche se licheni e muschio possono confondere in entrambi i casi. Per essere sicuri, si possono guardare i rametti e gli aghi. Gli aghi dell’abete bianco, ci ha spiegato la nostra guida, si dispongono a pettine e l’ago è piatto, mentre nell’abete rosso gli aghi si dispongono tutt’attorno al ramoscello e l’ago è rotondo. Le pigne del primo, inoltre, sono in su, quelle del secondo in giù.

Questo abete non è stato potato, almeno non da un giardiniere, ma da un cervo. I cervi qui sono di casa (se vi interessa, da questo fine settimana fino a fine ottobre, sul Cansiglio organizzano una passeggiata per andare a seguire il bramito del cervo ) e, soprattutto d’inverno, quando c’è poca erba, si cibano proprio di ramoscelli e corteccia di abete. Ne abbiamo visti diversi mangiucchiati.

Ed eccole qui due delle tantissime impronte di cervo viste. Queste sono di una femmina con un piccolo. Quelle del piccolo si riconoscono dalla dimensione, e i piccoli seguono sempre le femmine.

Qui dentro sono contenute le faggiole, i frutti del faggio. Le faggiole sono commestibili e in passato venivano raccolte per farne farina. I faggi ne fanno relativamente poche, ma ogni 3-4 anni ne sono invece particolarmente carichi. Questo si chiama pascione e si aspettava per approvvigionarsi di questo frutto del bosco.

Buco scavato dal picchio nero alla ricerca di animaletti di cui cibarsi.

Sapete cosa sono questi rigonfiamenti? Si chiamano galle e vengono prodotti da insetti che pungono la foglia per farvi crescere le larve.

E concludo questa breve selezione dei segreti della foresta svelatici dalla nostra guida, con questa immagine di una pigna rosicchiata da uno scoiattolo. Buon fine settimana.

Potresti essere interessato anche

Nessun Commento

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.