Comunicazione sostenibile

Confronto tra diversi sistemi EPD

5 Settembre 2012

Le EPD (Environmental Product Declaration), in italiano Dichiarazioni Ambientali di Prodotto, sono marchi ecologici di tipo III  che seguono la norma ISO 14025. Si tratta di dichiarazioni, documenti, con i quali le aziende rendono pubblici gli impatti dei propri prodotti. Un’EPD necessita che venga svolta un’analisi di LCA conforme a una serie di requisiti fissati per ogni specifica categoria di prodotto (PCR, Product Category Rules) e richiede una verifica esterna.

E’ stato recentemente pubblicato sull’International Journal of Life Cycle Assessment un articolo che tratta il confronto tra i requisiti specifici di prodotto di diversi sistemi EPD. La mancanza di armonizzazione tra i requisiti ha portato ad avere da un lato duplicazioni di PCR per gli stessi prodotti, dall’altro requisiti diversi che rendono impossibile il confronto tra i risultati. Obiettivo dell’EPD, invece, sarebbe quello di permettere un confronto, che in realtà spesso non è possibile.

Gli autori dello studio hanno confrontato i PCR di diversi sistemi, identificandone le differenze per prodotti simili e proponendo un possibile allineamento.

Sono state studiate cinque diverse categorie di prodotto: latte (2 PCR), prodotti orticoli (3 PCR), legno-truciolato (2 PCR), detersivo per lavatrice (4 PCR). Sono state trovate molteplici differenze tra i requisiti, relative ad aspetti diversi quali scopo e confini di sistema, standard su cui erano basati, aspetti tecnici o terminologia utilizzata. L’aspetto più significativo, comunque, è che non è mai stato riscontrato un motivo valido per il quale in futuro non debba invece essere possibile puntare alla coerenza tra i diversi sistemi. A tale scopo gli autori suggeriscono di sviluppare delle linee guida che siano applicabili a tutti in requisiti specifici di prodotto, in modo trasversale per tutte le categorie e per i requisiti sviluppati con obiettivi diversi, meglio specificando il livello di dettaglio desiderato relativo al contenuto dei PCR. L’articolo contiene anche una tabella con esempi di informazioni che potrebbero essere contenute in queste linee guida rivolte all’ottenimento di una maggiore coerenza tra i sistemi. Inoltre, ed è abbastanza logico, viene suggerito di stimolare un maggiore dialogo e una maggiore collaborazione tra i gestori dei diversi sistemi. Un ultimo aspetto interessante è legato alla lingua. I PCR studiati dagli autori erano scritti in lingue diverse, il che ha reso difficile l’interpretazione. Il suggerimento è quello di usare sempre l’inglese come lingua di partenza e solo successivamente tradurre i PCR nelle altre lingue. Lo studio è disponibile qui . Autori sono Vairavan Subramanian dell’Arizona State University, Wesley Ingwerser dell’EPA, Connie Hensler di Interface Inc. e Heaher Collie di Defra.

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