Esperienze ed impressioni

Venerdì, un libro, un video e qualcosa sul niente

20 Luglio 2012

Sembra che oggigiorno i bambini debbano sempre avere qualcosa da fare. Il “far niente” sembra sia peggio di una perdita di tempo, un vero spreco. E allora ecco tante piccole vite programmate e sature di attività. Una volta su UPPA , la migliore rivista per genitori che mi sia capitata tra le mani (leggete questa e non vorrete buttare via neanche più un centesimo per le riviste sull’infanzia che trovate generalmente in edicola), ho letto un breve articolo sulle vacanze dei bambini, che sono stata felice di ritrovare online qui . Ecco cosa scrive Franco Panizon, che ha diretto la Clinica Pediatrica dell’Ospedale Infantile di Trieste

Cercate la parola vacanza su un qualunque vocabolario; scoprirete che deriva da “vacante”, che letteralmente significa “vuoto”.

La vacanza allora dovrebbe essere il tempo vuoto: vuoto naturalmente di tutto ciò che ogni giorno si deve fare (la scuola per esempio), ma non per questo sgradevole, insopportabile, interminabile. Anzi. Provate a ricordare le vostre vacanze: probabilmente la prima cosa che vi verrà in testa è che finivano sempre troppo presto. Il vuoto di doveri, di scadenze e di impegni (piccoli o grandi che fossero) si riempiva presto di chiacchiere, giochi, persone, dolci ozii e piacevole noia.

Piano piano però qualcuno ci ha rubato tutto questo e l’ha rubato soprattutto ai nostri bambini; il ladro rimane tuttora sconosciuto, nessuno lo ha mai visto in faccia e neppure è stato mai in grado di arrestarlo; perciò ha potuto agire indisturbato e, senza che nessuno se ne accorgesse, ha riempito la vacanza (cioè il vuoto) di “attività”.

Questo articolo, che ogni tanto mi torna in mente (in ogni caso all’inizio di ogni estate) in questi giorni mi frulla per la testa, facendomi pensare a come voglio “non programmare” questa estate.

Il libro “Una zuppa di niente”, è carino, ma in questo caso calzava soprattutto a pennello. E’ la storia di un lupo e un gatto, che riescono a procurasi un bel pranzetto con l’arguzia che li contraddistingue.

Guardate invece questo video che, parlando del “niente” mi fa pensare anche a tutte le cose di cui appesantiamo la nostra vita. Il giocare con “niente” ha una componente magica, un linguaggio universale che nessun gioco acquistato potrà mai superare, e una capacità di generare ricordi come poche altre cose. Io me li ricordo i miei giochi “con niente”. Bastava una pietra che scrivesse per terra, della terra, qualche sasso, un’idea.

Buon fine settimana e buona estate.

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