Luoghi e persone

Impressioni di viaggio e un pizzico di sostenibilità

12 Luglio 2012

Andando in Francia, mi sono fermata a Oulx, posto che non avrei mai conosciuto in altre circostanze. Ma il caso ha sempre un gran fascino, spesso molto più di ciò che è programmato. All’agriturismo che mi ha ospitata ho visto per la prima volta dopo molti anni le stelle alpine, che a mazzetti nascevano tra le crepe e ai lati del vialetto. Stelle alpine? Ma non crescono solo in alta quota? I ragazzi che in cortile stavano intagliando assi in legno mi hanno detto che erano state piantate, e che al mercato in centro li avrei trovati. Guarda caso il mercato si teneva proprio la mattina successiva. Premessa. Preferisco di gran lunga coltivare piante autoctone, però queste stelle alpine han risvegliato ricordi d’infanzia, e così la mattina al mercato di Oulx me ne sono comprata una piantina, che credo rimarrà l’unica pianta non locale che il mio pollice, che al massimo tende al verde, cercherà di curare. Questa stella alpina ha sopportato un lungo viaggio, durante il quale è pure fiorita.

Ma torniamo ad Oulx. So che di iniziative del genere ce ne sono altre, ma questo palco a disposizione di tutti è una gran bella cosa, e mi pare anche sostenibile proprio come filosofia. Non so quanto sarà utilizzato, ma offrire spazio a chiunque pensi di poter dare qualcosa o voglia mettersi in gioco è generoso, attuale e controcorrente. Eccolo qui il palco, grandi artisti hanno sicuramente iniziato con meno.

A Briancon ho visto questi raccoglitori semi-interrati per la raccolta differenziata. Innanzi tutto mi piace il fatto che in Francia scrivano chiaramente che si raccolgono imballaggi, non genericamente plastica, come da noi. I produttori di imballaggi pagano una tassa per la raccolta, non tutta la plastica viene raccolta , e molti non lo sanno. Ho cercato qualche informazione e sembra che questo tipo di contenitore permetta di raccogliere un quantitativo molto superiore di rifiuti rispetto ai più tradizionali cassonetti e che abbatta gli odori sgradevoli. L’aspetto estetico, poi, ha la sua importanza.

Così viene spiegata la scelta di questo tipo di contenitori.

A memoria, credo di averne già parlato. E’ possibile fare in modo che le auto corrano meno velocemente, soprattutto nelle città, in modo abbastanza semplice, e con meno controlli, e vigili urbani dietro le curve. Bastano degli ostacoli sul percorso. Certo, in Italia gli automobilisti denuncerebbero l’autorità locale per aver messo in pericolo i guidatori, o qualcuno di notte li eliminerebbe, come succede con i dossi di gomma (a me capita di vederli sparire pezzo per pezzo, dalle mie parti). Eppure questo è un modo molto efficiente ed economico per ridurre gli incidenti. In Danimarca ho visto alberi piantati sulla carreggiata che obbligavano l’automobilista ad un percorso a zig zag, e in Olanda i quartieri residenziali vengono pensati con strade strette e tortuose perché la quiete del luogo e la sicurezza degli abitanti vengano rispettate. Leggetevi a riguardo ” La città dei bambini “, di cui ho parlato qui ; è illuminante.

Ho visto tanti mercatini di produttori locali, ma soprattutto tante fattorie con un punto vendita. Il Vaucluse in  particolare ha sviluppato un programma per sostenere queste iniziative.

Tutti i ristoranti nei quali ho mangiato non appena ti sedevi ti portavano una bottiglia o una caraffa di acqua di rubinetto. In un rifugio in montagna, in Italia, una volta mi son sentita dire che l’acqua del rubinetto non la potevano dare. Già potremmo discutere sull’uso dei verbi. Non potevano? C’era una legge che lo vietava? E poi chiaramente ti fanno sentire come se chiedessi l’elemosina, anche non puoi immaginare luogo migliore per bere acqua fresca.

Che dire dei viali alberati? Questo è di platani, e guarda caso ce n’era uno così, qualche decennio fa, proprio vicino a qui. Poi hanno detto che erano malati e hanno cominciato a tagliare, ma qualche anno fa un gruppo di esperti ha svolto per il Comune di Mogliano Veneto uno studio sulla situazione di questi alberi, trovando come ragione del degrado degli stessi anche il fatto che venissero capitozzati. Tagli il tronco, questo marcisce e si svuota e, guarda caso, l’albero si ammala. Ora questi alberelli, ridotti moltissimo di numero, sono ombre degli alberi imponenti che erano. Chissà come faranno ‘sti francesi a conservare un viale così, lungo chilometri. Andate sulla strada che arriva a Saint-Rémiy-de-Provance per vedere coi vostri occhi.

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