Life Cycle Thinking

Eutrophelia ed entusiasmo da vendere

10 Luglio 2012

La scorsa settimana è stata molto ricca di esperienze che non dimenticherò. Sono stata in Francia, ad Avignone, a partecipare come relatrice ad una conferenza. Di questo scriverò nei prossimi giorni, ma oggi vorrei invece raccontarvi di un gruppo di ragazzi che ho incontrato, il cui entusiasmo e determinazione mi sono piaciuti moltissimo. Ho assistito alla premiazione del concorso Ecotrophelia, progetto europeo che prevede lo sviluppo da parte di studenti universitari di prodotti alimentari con caratteristiche ecoinnovative. Quella a cui ho assistito era la premiazione del concorso francese, ma ad ottobre di quest’anno ci sarà la finalissima, con l’incoronazione a Parigi del migliore progetto europeo.

Questa un’idea degli aspetti dei quali i ragazzi dovevano tenere conto.

Il ciclo di vita, appunto.

Non so se tutti abbiano pensato al ciclo di vita del loro prodotto, ma hanno fatto sicuramente un gran lavoro. Questi ragazzi hanno affrontato un percorso lungo e complesso, attraverso ricerche di mercato, business plan, contatti con aziende per vedere come realizzare la propria idea. Non solo, il prodotto era lì, pronto da assaggiare, con tanto di imballaggio, messaggio pubblicitario, atmosfera, presentazione a computer, poster, e tanta voglia di raccontare, e gentilezza, e instancabili sorrisi. Fosse capitata a me all’università un’opportunità del genere! Belli, nei loro sogni, nella voglia di fare, anche nei pianti condivisi di quelli che non hanno vinto niente. Ma, si sa, nella vita non sempre riesce chi vince un premio. Tante idee molto originali, alcune incredibilmente intelligenti, certe anche veramente deliziose. Senza voler far torto a nessuno, eccone alcune.

Biologici e senza glutine, questi biscotti sono fatti con sola farina di castagne e in due gusti: miele, roquefort e noci il primo, chorizo, formaggio di capra e timo il secondo. Questo ragazzo era molto contento di poter essere fotografato per finire nel mio blog (bontà sua, la foto dovevo metterla per forza, quanta gentilezza, se sapesse che è solo un blog molto ino…).

Muffin buoni da svenire, giuro. Sono tornata a prendermene qualche pezzo anche durante la premiazione, quando agli stand non c’era più nessuno. La novità? I muffin sono farina, uova e zucchero con un po’ di frutta. Questi sono frutta, tantissima frutta, tanta frutta che ti si scioglie letteralmente in bocca e un po’ di altri ingredienti. De-li-zio-si.

Oh, ces bonbons! Dopo che io mi ero andata a prendere i pezzi di muffin, complice l’assenza di persone per la premiazione, un signore andava a questo stand a riempirsi le tasche di caramelle. Anche questa realizzazione è decisamente tra le mie preferite. Caramelle con petali di fiori (begonia, pansè e altri) e un cuore un po’ più consistente al sapore di rosa e violetta. Senza gelatina, senza edulcoranti, senza aromi né coloranti artificiali. Buonissime, e bravissime le ragazze che le presentavano. Accogliendoti sopra un tappeto erboso (questo sintetico), ti raccontavano che le caramelle erano pensate per una parentesi di pace nella vita frenetica di una donna che è sempre di corsa (sono io, sono io!), e ti invitavano a toglierti la scarpe (non l’ho fatto, anche se è sempre in Francia che succede!), a rilassarti, ad accompagnare la caramella, ma bonbon ci sta meglio, con una tazza di tè. Avrei voluto sapere cos’hanno raccontato al signore che ho visto riempirsi le tasche. Credo che abbiano vinto il premio speciale per il marketing e la comunicazione, meritatissimo. Il nome delle caramelle? Flor’ever. Azzeccato, non c’è che dire.

Guardate che bella questa squadra. Presentano Les Perles de M. Segun. Aperitivo, dessert o spalmato su delle tartine, si tratta di formaggio di capra molto morbido con sopra perle di miele. Molto buono.

Io adoro le patate, quindi qualsiasi cosa le contenga è praticamente garantito che mi piaccia. Di patata è questa sorta di piadina farcita con tre ripieni diversi: messicano, italiano e tradizionale. Ho assaggiato il tradizionale, non volevo esagerare. Buono.

La foto non rende giustizia a questa idea che trovo geniale. Legumini sono caramelle di verdure, per farle assaggiare anche ai bambini che in genere non le apprezzano. Carota, barbabietola, finocchio e peperone i gusti per ora esistenti (ma si poteva votare per scegliere il prossimo gusto da sviluppare). Ho assaggiato il peperone e la carota e il gusto si sente davvero, ma ciò che secondo me, oltre all’idea, rende veramente speciale questo prodotto, è la consistenza della caramella, che credo non abbia rivali. Non amo particolarmente le caramelle, ma una consistenza così non l’ho mai provata prima d’ora, fantastica.

Un piattino di biscotto croccante con sopra composta di mango e frutto della passione, qui accompagnato da frappè alla vaniglia. La macchia che si vede sull’angolo a destra è il braccio di una persona che si allunga per prenderne uno. Le altre foto sono peggio di questa, impossibile trovare lo stand libero.

Le solite patatine? Di diverso solo questa forma che fa pensare alle orecchiette? E quel colore marroncino chiaro? Non lo immaginerete mai, ma queste sono patatine veramente speciali.

Sì, è proprio così, sono patatine realizzate con farina di insetti. Quelle gialline ne contengono il 5%, le altre, dal sapore più deciso, il 15%. Le ho assaggiate entrambe. Sostenibili, secondo i ragazzi, perché si riduce l’uso di farina vegetale. Il rappresentante dell’Unione Europea con il quale ho parlato durante la conferenza, mi spiegava che vi è un solo produttore in Europa che può realizzare farina con insetti, per ovvi motivi.  Il messaggio? Per “coloro che sono alla ricerca di nuove sensazioni”.

Purtroppo di questo prodotto ho solo una pessima foto, ma Pourquoi pain?! (nome molto ben pensato) mi è piaciuto moltissimo appena l’ho visto. Dolcetti realizzati con pane avanzato che spesso si butta e una miscela in busta. Per arricchirlo si possono aggiungere gocce di cioccolato o pezzetti di frutta. Si inforna e voilà, il dessert è pronto. Buoni da leccarsi le mani. Questo è stato il prodotto vincitore del concorso.

Mi spiace non avere foto di altri prodotti veramente meritevoli, come le barrette del tutto simili a barrette di cioccolato ma fatte di sola frutta, deliziose.
Se un giorno ci capiterà di vedere questi prodotti in un supermercato, sapremo da dove vengono.

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