Esperienze ed impressioni

Venerdì, un libro e il ciclo di un fiore che diventa frutto

8 Giugno 2012

Ultimamente mi sono passati tra le mani diversi libri di botanica e giardinaggio. Mi ero impuntata di scoprire il nome di un certo alberello e nessuno sembrava potesse aiutarmi. Non ho trovato la risposta che cercavo tra le pagine di un libro, ma ho scoperto un paio di volumi belli e interessanti.

“I frutti” è un bellissimo libro tradotto dal francese, una raccolta di tavole custodite nel Museo di Storia Naturale di Parigi, nella Royal Horticultural Society e nel Natural History Museum di Londra e nella Royal Library del Castello di Windsor. Utile per approfondire la conoscenza dei nostri più comuni frutti indigeni, dei fruttiferi introdotti in coltura e dei frutti esotici e tropicali, ma ancora più interessante è la prima parte sul consumo della frutta nella storia. Anche solo sfogliarlo è un piacere.

I frutti, Jacques Brosse, L’ippocampo

La vera scoperta, però, è stata “Diario del tempo naturale”, un manuale per osservare e sperimentare la natura con occhi nuovi. Questo volume, che ha proprio il sapore di un diario, è nato dalla collaborazione tra Ketty Tagliatti, artista e ideatrice di percorsi didattico-formativi per i musei, il teatro e le scuole della città di Ferrara, e Chiara Sgarbi, che dirige la sezione didattica del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “G. Bargellini” di Pieve di Cento e che si occupa di illustrazione e narrativa per ragazzi.

“Abbiamo cominciato così a guardare quel che avevamo intorno con gli occhi dell’artista, coinvolgendo tutti i nostri sensi: abbiamo ascoltato i suoni, colto gli odori e i sapori, toccato, guardato e fatto tutto ciò che sempre più raramente si ha il tempo di fare davanti a un paesaggio naturale”.

Attraverso le quattro stagioni, questo libro invita ad annusare la natura, ad osservarne le geometrie, a trasformarla in poesia, a sperimentarne una sua deformazione, a osservare “i cambiamenti del paesaggio che fa da SFONDO allo scorrere del tempo”, a inquadrarla e mescolarla con elementi a sorpresa.

Una chicca, che integra natura, arte  ed esercizi di creatività.

Diario del tempo naturale, Chiara Sgarbi & Ketty Tagliatti, Artebambini

Per la cronaca, ho infine scoperto il nome dell’alberello. Ne ho visto uno in un giardino, e sono andata a chiedere alla proprietaria, che ha gentilmente condiviso con me le sue conoscenze.

Un’altra cosa che amo fare in questo periodo è seguire la trasformazione da questo fiore al frutto del melograno. Detta così sembra che la mia vita sia molto contemplativa. Ahimé, proprio no, ma osservare è un grande nutrimento per il fare.

Questo invece non darà frutti, è un melograno da fiore (e infatti guardate che differenza con il precedente).

Potresti essere interessato anche

Nessun Commento

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.