Esperienze ed impressioni

Un venerdì sera in Filanda

30 Giugno 2012

L’ho sempre pensato, e non per niente abbiamo pazientemente atteso due anni perché si liberasse un ufficio per noi. Lavorare in Filanda è un privilegio. Vi regna una pace animata solo dai rintocchi dell’orologio del campanile e dal canto dei galli e ci lavorano gran belle persone. Una di queste, Monica, artista i cui lavori spero di vedere presto, ha traslocato da uno spazio all’altro della Filanda, diventando ora nostra vicina. Per festeggiare (il nuovo ufficio, non il nuovo vicinato) ha organizzato una serata che ricorderemo a lungo, con bruschette e spritz e poi pesce a non finire e fiumi di buon vino.

Un po’ di tavoli sull’erba davanti all’edificio principale e, ingrediente segreto, un’ottima compagnia.

Il pesce? Divino.

Secondo solo a quello che ho mangiato sul Lago di Tiberiade, in Israele, dove gli uomini pescavano e le donne aspettavano a pochi metri dalla riva col fuoco acceso per terra e la padella bollente sopra.

Qui in Filanda a cuocerlo è stato il “mitico Carlo”, che immergeva le mani nell’olio bollente e ne usciva con il pesce in mano. Benché lo facesse con grande nonchalance, non me la sono sentita di chiedergli di rifarlo per fotografarlo, ma il pesce in questa foto l’ha tirato fuori lui dalla padella con le mani.

I cartocci pronti per essere riempiti.

Questa foto l’ho scattata in velocità lasciando la festa in pieno svolgimento, prima dell’anguria, ma rende comunque l’idea dell’atmosfera.

Grazie Monica.

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