Luoghi e persone

La selezione della raccolta differenziata

20 Giugno 2012

Siete mai stati a visitare un impianto di selezione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata? Io ci sono stata un sabato di maggio. Lo so, molti potrebbero pensare che mi voglio male, ed era pure una bellissima giornata di sole, ma è stato interessante. Non farei troppo spesso esperienze simili, sia chiaro. Solo ora sono riuscita a sistemare un po’ le tante foto che ho scattato, quindi ecco un breve resoconto di quello che ho visto.

Degli operatori rompono i sacchetti ed eliminano gli ingombranti.

Attraverso una calamita vengono separati gli oggetti in metallo (chiaramente solo i metalli magnetici).

Altro controllo da parte degli operatori, che fanno una seconda cernita eliminando ad esempio carta e umido. Di questa fase non ho foto.

Una grande cappa aspiratrice attira alluminio e plastica leggera (gli operatori avranno già tolto la plastica ingombrante o le bottiglie piene), separandola dal vetro che è più pesante. Questa fase è necessaria perché l’alluminio è un metallo amagnetico, quindi è passato “indenne” sotto la grande calamita. Si formano qui due flussi diversi.

Ecco qui il flusso del vetro, che verrà successivamente controllato dagli operatori che toglieranno ceramica, metallo o altri intrusi e poi verrà inviato all’impianto che produce il “vetro pronto forno”, che potrà successivamente essere lavorato e trasformarsi in nuovi manufatti.

Questo è invece il flusso dei materiali aspirati dalla grande cappa arancione. Qui un campo magnetico respinge il metallo, che finisce su un nastro trasportatore, mentre la plastica cade giù. Si vede chiaramente che un operatore deve comunque aiutare questo processo, per guidare la plastica più leggera che ogni tanto perde la strada. Ecco che anche qui si creano due flussi diversi.

Quando sono stata all’impianto di selezione di Fusina (Venezia), stavano seguendo il flusso della plastica. Nel frattempo il metallo veniva immagazzinato. E’ possibile quindi interrompere un flusso, immagazzinare il materiale raccolto e procedere alla pressatura dell’altro.

Qui avviene la fase finale di controllo ed eliminazione delle eccezioni da parte degli operatori.

E infine la plastica viene pressata e inviata agli impianti di recupero specializzato.

Quando si interrompe il flusso della plastica, immagazzinandola temporaneamente, ecco invece che viene pressato il metallo.

E’ interessante sapere che una tonnellata di plastica vale circa 150-200 euro, tanto quanto una balla di alluminio da 250 kg.

Le plastiche non conformi vengono in molti casi elimina e, non ritornando a nuova vita attraverso il riciclo. In questo caso, invece, per accordi commerciali con alcune aziende, anche questa plastica viene riutilizzata.

Ecco invece quello che succede al vetro impuro o troppo frantumato. In passato finiva in discarica, mentre ora, dopo aver tolto i residui magnetici, lo riducono a sabbia di vetro che, mi pare di ricordare, può essere utilizzata nell’edilizia. In Olanda, ne abbiamo già parlato, sperano di poterla usare così .

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