Tendenze della sostenibilità

I tanti modi di pulirsi il sedere

9 Dicembre 2011

Secondo TreeHugger , nel 2009 il 26% dell’uso di acqua delle famiglie americane era imputabile allo sciacquone. Se a questo aggiungiamo anche l’uso della carta igienica, soddisfare i propri bisogni fisiologici ha decisamente un alto impatto.

Per una come me che ama i libri, l’idea di alberi tagliati per fare carta solo per pulirsi il sedere (tempo qualche secondo e si butta via) mi ha sempre fatto pensare ad un terribile spreco. Il video qui sopra racconta (bella l’idea della storia che si srotola) che ogni giorno ben 200 milioni di statunitensi si puliscono il sedere, e promuove l’uso della carta igienica riciclata.

CNN, Chicago Tribune e altre reti televisive e quotidiani hanno dedicato attenzione alla società che ha lanciato il rotolo di carta igienica senza il tubo interno di cartone. La più grande rivoluzione nel classico rotolo da quando è nato, nel 1800, come è stata recepita? Secondo alcuni si tratta di un risparmio poco significativo, ma per chi è deciso a non abbandonare, almeno per ora, il modo tradizionale di pulirsi, potrebbe essere meglio di niente.

Chiedete ai vostri nonni, o ai vostri genitori se non siete giovanissimi: ci si puliva con i pezzi di giornale. Ma la vera rivoluzione è l’eliminazione della carta igienica. Ultimamente sempre più spesso mi capita di leggere di alternative al tradizionale rotolo, anche se di carta riciclata. Se molti hanno sostituito i pannolini usa e getta con quelli di tessuto (e lo so che lavare i bisogni di un neonato, se non piacevole è almeno passabile), alcuni hanno fatto un passo in più e hanno sostituito la carta igienica con il tessuto. No, non è un’esperienza che ho fatto e non saprei darvi un parere personale. Se volete una guida chiara ed esaustiva sui benefici di questa scelta, su come eliminare la carta per usi igienici, una panoramica sui diversi sistemi e il lavaggio del tessuto usato, Sustainable Baby Steps qui spiega tutto dettagliatamente. Ma anche il nostro bidet sta conoscendo una seconda giovinezza perché, come molti sanno, è molto poco utilizzato fuori dall’Italia. L’australiano Michael Bloch nella sua newsletter ne promuove l’uso decantandone i benefici anche ambientali, e per i tanti che non sanno di cosa si tratta, spiega che cos’è e come si usa.

Un post da venerdì, non c’è che dire.

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