Esperienze ed impressioni

Nuovi modi di pensare il design

5 Ottobre 2011

Sedia e tavolo sulla terrazza della Casa dei 44 gatti a Parkunzi .
Su Designboom.com , e-zine su arte, architettura e design, è stata pubblicata un’ intervista a Philippe Stark, famosissimo designer francese il quale, presentando la sua ultima fatica, racconta anche il nuovo credo che guida il suo lavoro. Eccone una parte:

plastic is non-biodegradable and can contain carcinogens and other toxic substances that can cause cancer.
it is based on petroleum, a non-renewable resource that will soon be harder to come by…young designers have to understand that design is not art or fashion. it must be their ultimate goal to find new solutions to real problems.
on the political side of our work we need to overcome the damage of production, recognizing the mistakes we have made. we were rich – we shall be poor, what will be our dignity?
we need to be less useless possible! in a post-plastic era — in a reality where we have understood that also bioplastic is a crime against humanity

No, quindi, alla plastica, no alle bioplastiche, e sì ad un modo diverso di fare design che sia orientato a trovare soluzioni nuove a problemi reali, capaci di superare i danni della produzione.

Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni, ma secondo me meritano i commenti dei lettori a questa intervista. Uno, ad esempio, si augura che i designer usino il buon senso quando creano nuovi prodotti, ma io mi auguro invece che non sia (solo) così. Il buon senso da solo, senza alcuna base scientifica e rigorosa, può fare danni.

Altri lettori lanciano interessanti provocazioni:

  • è più grave il problema posto dai materiali derivati dal petrolio o la produzione di massa?
  • puoi predicare bene se in passato hai razzolato male? A mio parere, bhè, deve anche essere possibile cambiare, benvenga il cambiamento…ma le prediche mai
  • ha senso che un’azienda sviluppi un prodotto con un’attenzione particolare all’ambiente e tutti gli altri senza questa impostazione?
  • quando si può parlare veramente di innovazione?

Tanto per passare di palo in frasca, questa sera alla Filanda di Campocroce si tiene un concerto che promette bene.

Una speciale serata blues con il Benito Madonia Trio, composto da Benito Madonia – chitarrista, batterista, cantante e compositore, Marco Pandolfi – grande armonicista blues, l’unico italiano a partecipare nel International Blues Challenge a Memphis, nel Tennessee, e Massimo Bonotto – chitarrista blues di grande talento con uno stile vecchio blues. L’inizio è alle 21, a seguire, come sempre, una bicchierata.

Potresti essere interessato anche

Nessun Commento

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.