Luoghi e persone

Luoghi e persone

26 Agosto 2011

Ho passato qualche giorno nelle Prealpi friulane. Forse è un caso che siamo arrivati proprio qui, ma è stato decisamente un caso fortunato. Natura avvolgente, bei percorsi da fare a piedi, tanti torrenti di acqua gelata che sono stati un toccasana in queste giornate torride, e bellissimi paesini con le tipiche case di sassi.

Amo l’estate principalmente perché viaggio, e imparo, e incontro, e trovo infinite fonti di ispirazione. In realtà basta poco: ogni tanto cambiare il percorso abituale delle cose, accettare qualche invito inatteso, imporsi di fare qualcosa che abitualmente non si fa. Molte belle esperienze, alcune indimenticabili, nascono proprio così. Durante questa breve parentesi siamo finiti nel piccolo paese di Frisanco, proprio il giorno in cui delle gran belle persone mettevano in scena il loro spettacolo “La foglia e il vento”.

Mi è già capitato di provare la stessa sensazione che ho provato qui: quella di sentirmi fortunata perché c’ero. Lo spettacolo sa creare unione tra gli spettatori, facendo partecipare tutti, anche i più titubanti. E se non ci si sorprende a vedere bambini ballare, salire sul palco, muoversi tra i vari elementi della scenografia (che prende il palco e tutta la platea, fino in mezzo al pubblico), forse ci si stupisce di più a vedere un’arzilla pensionata non agilissima muoversi tra i veli azzurri tesi a circa un metro di altezza. Questo spettacolo è il racconto di due amici, la foglia e il vento, narrato da una voce, illustrazioni, musica, danza, suggestioni, e dal contributo fondamentale del pubblico.

Bisogna citarle queste ragazze- Fanno parte di tre gruppi con esperienze e competenze diverse e complementari, e si sono trovate per un progetto bellissimo in un piccolissimo luogo, perché, come mi diceva una di loro, l’importante è seminare. Allora eccole: Elisabetta Garilli (pianoforte, musica e testi), Erica Compri (voce, è lei nella foto in basso), Giulia Carli e Daniela Baldin (danza), Serena Abagnato (allestimenti), Donata Deflorian (immagini e testi). Nella foto i nomi dei gruppi di cui fanno parte, se le volete contattare.

Allo spettacolo è seguito ottimo aperitivo (ho assaggiato per la prima volta lo sciroppo di sambuco con il prosecco), e la sera cena ancora con loro, che presentavano tra le portate (tutte realizzate con ingredienti locali), uno spettacolo sulla storia di un naso, anche questo capace di coinvolgere e divertire. Queste ragazze mi hanno regalato uan bella giornata e diversi spunti che cercherò di trasformare e combinare in cose attinenti al mio lavoro.

Sempre in zona, nel borgo di Valdistali, ho conosciuto uno scultore del legno cha in quattro anni di lavoro ha dato vita ad un parco giochi sperimentale che offre così, per puro piacere, a chiunque sia di passaggio. Anche lui, amante dei parchi giochi del nord Europa, così, per seminare. Se prendessi mille persone e regalassi loro lo stesso pezzo di terra, quante lo dedicherebbero ad un progetto da mettere a disposizione di tutti? Giovanni Padovan, questo il suo nome, è un uomo dalle mani magiche e, credo anche, dal cuore d’oro.

Ecco l’ingresso di Parkunzi . Quando arrivate fate un cenno a Giovanni che ci siete. La sua casa, nonché bar, è lì vicino. Lui vi darà il benvenuto e vi dirà di stare attenti a non cadere. Perché questo non è il giardinetto scivolo-altalena-dondolo-panchinaperlemammachechiacchierano. Questo è un piccolo mondo che ti accoglie con la prua di una nave dei pirati, che se ci sali ti viene davvero il mal di mare perché è talmente in pendenza che fai fatica a stare in piedi.

Ma per dei veri dobloni d’oro, qualche fatica la si dovrà pur fare.

Non mancano neanche lo scheletro, e l’amaca, e la Casa Arcobaleno ha tutte le stoviglie che si possono immaginare. Ma la regina di questo posto è lei, la Casa dei 44 gatti nella quale, se volete, potete anche passare la notte.

Giovanni ce l’ha fatta vedere ed è un gioiellino; zona giorno al piano terra, zona notte al primo piano, finestrelle tutt’intorno e anche sul tetto, decorazioni di gatti e piccoli capolavori, più un terrazzo per godersi il panorama.

Se andate a vedere Parkunzi, poi andate al bar di Giovanni Padovan a bere e mangiare qualcosa e ad ammirare le sue sculture. Guardate che posto!

Lui, Giovanni, eccolo qui, sulla terrazza della Casa dei 44 gatti.

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