Luoghi e persone

Una sera con Antonia Arslan

14 Giugno 2011
Lo so, il giorno dei libri è il venerdì, ma non ce la faccio ad aspettare. Venerdì scorso sono andata a Villa Guidini, a Zero Branco, alla presentazione del libro Ishtar 2 di Antonia Arslan. Ma ci vuole una premessa. Leggere la Arslan mi ha aperto un mondo, e dopo i suoi La masseria delle allodole e La strada di Smirne ho letto molto sul genocidio degli armeni, partendo dalle pubblicazioni citate nei libri della Arslan che sono riuscita a recuperare. Nonostante non vedessi l’ora di sentirla parlare, ero già un po’ dispiaciuta del fatto che avrebbe presentato il libro nuovo senza probabilmente parlare degli altri. Invece Antonia Arslan si è data come non avrei mai sperato, raccontando di sé, del popolo armeno, con storie di persone che hanno preso vita tra noi, citazioni, informazioni che hanno reso il racconto assolutamente affascinante. Professore di letteratura italiana all’Università di Padova, ora in pensione, la Arslan è una donna molto colta e soprattutto molto intelligente, doti combinate con un’età nella quale non ha probabilmente desiderio di compiacere nessuno. L’avrei ascoltata per ore.
Altra premessa. Ho un debole per lo scrittore Giovanni Comisso; mi piace la storia della sua vita (forse perché appassionato di viaggi?!), la sua scelta di andare a vivere a Zero Branco, lungo lo stesso fiume Zero che scorre anche vicino a dove vivo io, il buttarsi a capofitto in nuove avventure. Antonia Arslan inizia il suo racconto confidando di essere felice di trovarsi a Zero Branco, luogo in cui suo padre, noto medico, si recava spesso per curare Comisso che, tra l’altro, amava come scrittore. Che coincidenza!

Per chi, come me, dopo aver letto La strada di Smirne, avrebbe desiderato conoscere il destino delle sfortunate zie arrivate in Italia dopo atroci sofferenze, ecco svelato il mistero: nel 1922-23 chiedono di trasferirsi il più lontano possibile, e si stabiliscono in California. Una delle sorelle diventa sarta e sarà anche costumista in un paio di film di Hollywood; l’altra si sposa in tarda età con un agricoltore.

Tra le diverse domande poste dal pubblico, qualcuno ha chiesto alla Arslan a cosa faccia risalire la scintilla che ha dato il via allo sterminio del popolo armeno. Dopo un excursus storico e una gran quantità di dati e informazioni intrecciate con storie di vita, la Arslan così ha concluso: “Come fai leva su un popolo? Puntando sull’avidità delle persone: i fanatici sono pochi, ma gli avidi sono tanti”. Ma non potrei finire con una nota negativa una storia che riguarda una persona che mai usa parole di odio, perciò preferisco pensare alla dignità e all’orgoglio che la Arslan è riuscita con i suoi libri a restituire ad un popolo. Nella speranza che anche questa sia una scinìtilla capace di scatenare un processo, questa volta virtuoso.

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