Pagine

2 novembre 2016

Idee sparse - scattered ideas


Oggi alcune notizia interessanti su una risorsa preziosissima: l'acqua. E alcune altre curiosità.

Un ingegnoso sistema per desalinizzare l'acqua del mare utilizzando l'energia prodotta dalle onde dell'oceano.

E' possibile ottenere acqua dall'aria? E' un sistema antico, ma la difficoltà maggiore è quella di portare questa tecnologia su scala industriale a causa dell'elevato utilizzo di energia che rende i costi proibitivi; questo sistema si dichiara invece ottimista a riguardo. 

Qualche anno fa avevamo parlato di un esperimento sull'isola olandese di Texel sull'agricoltura con acqua di mare, qui il post. 
Molti altri esperimenti sono stati avviati con obiettivi simili, qui ne cito due: in Olanda un progetto per la coltivazione di alcuni vegetali con una combinazione di acqua dolce e salata ha avuto un tale successo che ora viene tentata la coltivazione delle patate più resistenti in una zona del Pakistan danneggiata dalla salinizzazione. Un'azienda nel deserto australiano utilizza l'energia solare per desalinizzare l'acqua di mare da utilizzare per irrigare le proprie coltivazioni di pomodori

Consigli per le aziende che desiderano aumentare l'impegno e il coinvolgimento dei propri dipendenti: permettere loro di ribellarsi.


Il governo francese ha annunciato che nei prossimi 5 anni installerà pannelli fotovoltaici su 1000 km di strade con l'obiettivo di fornire energia all'8% della popolazione. 

Confronti che sorprendono, come questo dal sito Futurism

31 ottobre 2016

2B su DCasa di novembre


Il numero di novembre di DCasa cita me e 2B (www.to-be.it) nell'articolo che parla della durata degli oggetti. 



La durata dei prodotti è un argomento strettamente collegato alla loro sostenibilità, e il loro impatto ambientale si valuta attraverso la metodologia Life Cycle Assessment. Sapere quanto tenere un prodotto prima di cambiarlo è un aspetto fondamentale sia per i produttori che per i consumatori, e varia a seconda della categoria di prodotto.
Abbiamo parlato di questi aspetti nei nostri post sull'obsolescenza programmata:

  • Una lampadina e obsolescenza programmata, qui
  • Obsolescenza programmata: cos'è e come la si riconosce, qui

25 ottobre 2016

Corsi Life Cycle Assessment, Life Cycle Costing, EPD e PEF da qui alla prossima primavera!

Questo pieghevole mi piace molto. L'immagine di copertina l'avevamo realizzata per parlare dell'Analisi del Ciclo di Vita di una t-shirt, ma è stata qui riadattata per raccontare in generale la metodologia. Occuparsi di Life Cycle Assessment, infatti, è un po' come il lavoro del sarto, che cuce insieme tante piccole parti, in questo caso per ricreare l'insieme di elementi interdipendenti che si desidera rappresentare. 

In questa brochure c'è un po' di noi, una breve descrizione dei nostri corsi e i dettagli per la partecipazione.

Questa settimana si terrà nel nostro ufficio l'evergreen della nostra proposta formativa: il corso LCA & SimaPro. Per raggiungimento del numero massimo di iscritti a malincuore abbiamo dovuto dire di no a persone che avrebbero voluto partecipare. Abbiamo scelto di lavorare con piccoli gruppi perché è uno degli aspetti del metodo che abbiamo sviluppato negli anni: approccio intensivo, interattivo e attenzione al singolo. Accompagnato dai casi di studio da noi appositamente sviluppati dà ottimi risultati.

Sono sempre richiestissimi anche i corsi LCA & SimaPro personalizzati. Richiamando il lavoro del sarto, vengono cuciti su misura. Possono essere richiesti per apprendere la metodologia utilizzando un progetto al quale si deve lavorare, per approfondire determinate tematiche (anche livelli avanzati con tematiche molto complesse) o per capire come utilizzare la LCA in determinati settori.

A novembre è prevista la prima edizione del Laboratorio pratico di LCC (Life Cycle Costing), che già da anni svolgiamo come corso personalizzato.

In primavera ritorna invece il Laboratorio di LCA, EPD (Environmental Product Declaration) e PEF (Product Environmental Footprint).

Ai nostri corsi hanno partecipato letteralmente persone da ogni regione d'Italia; è una cosa che mi inorgoglisce, e ad ogni edizione gioisco delle tavolate in cui si sentono tanti accenti diversi. Piccoli dettagli piacevoli.

Se desiderate partecipare o semplicemente saperne di più, scriveteci a info@to-be.it




21 ottobre 2016

Venerdì, un libro che parla di libri


Ho deciso di prendere questo libro perché parlava di una libreria, luogo che, assieme alle biblioteche, amo molto. Se sono in un posto nuovo, anche non lontano da casa, entro nel panificio perché mi piace molto vedere i diversi tipi di pane che si sfornano, e nella libreria. Se sono all'estero le librerie sempre, e anche le biblioteche, ma non disdegno i supermercati anche se non devo fare la spesa, perché mi piace vedere cosa mangiano le persone e anche come vengono abbinati i cibi (avete mai notato che olio e aceto sono vicini solo in Italia?).

Di questo libro mi ha poi sorpreso la storia del successo, che è arrivato dal passaparola, il che mi è sembrato quasi una garanzia di qualità. 

Per la prima volta, forse, non ho guardato il titolo originale, ed è stato un errore. Regola numero uno: guardare sempre il titolo originale di un libro (se se ne conosce la lingua).

"Lo strano caso dell'apprendista libraia" a cosa fa pensare? A una libreria, a tanti libri, a una libraia e ad uno strano caso. 

E' la storia di Esme (nome carino e originale), inglese a New York, giovane ragazza con una borsa di dottorato alla Columbia e una strada luminosa che sembra libera da ogni imprevisto, finché scopre di essere incinta. E il suo ragazzo la lascia. Non è disperata, ma è disorientata. Non esiste una guida per ritrovare l'equilibrio perduto, ma il suo vagabondare interiore lentamente si trasforma in viaggio nei mesi in cui lavora alla libreria "La Civetta". 

Dall'inizio la storia mi è piaciuta, ma mi ci è voluto un po' per capire il successo del libro. Ho a lungo aspettato di scoprire quale fosse questo "strano caso", pagina dopo pagina, e lo strano caso non è mai arrivato. Se lo leggete, non aspettatevelo, non c'è proprio, il titolo è una fregatura mentre quello originale, "The bookstore", dice invece come stanno le cose: è un libro che parla di una libreria, della sua magia, dei libri, e di tutto ciò che delle pagine piene di parole possono rappresentare per ciascuno.

La bellezza del libro non è nella storia, ma nello stile. Deborah Meyler scrive molto bene, ha uno stile originale, disarmante, perché dice le cose come stanno con una visione molto personale. Credo che questa sia la principale novità del libro, visto che invece sempre più spesso leggo cose scritte per colpire, o per piacere.

Solo dopo aver finito il libro, ho letto la dedica, che trovo commovente: "In memoria di mio padre, Gordon Mc Lauchlan, che mi ha insegnato a essere felice". 

Buon fine settimana!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...