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29 giugno 2015

Lo scontrino si accorcia


Lo stesso giorno ho fatto la spesa in due supermercati diversi e mi è saltata all'occhio la diversa lunghezza dello scontrino che mi hanno rilasciato. Sono abituata a uscire dai supermercati con scontrini chilometrici, quindi quello corto ha catturato la mia attenzione. Non so se qualcuno di voi ha già notato scontrini così, ma la cosa interessante è che compattano il testo e, soprattutto, che sono stampati su entrambi i lati. Piccole cose, si potrebbe pensare, però non posso immaginare quanti chilometri di scontrini vengano stampati ogni anno in un supermercato. Ricordiamo inoltre che la carta utilizzata non è riciclabile, come abbiamo già raccontato qui, poiché si tratta di carta termica, ricoperta da uno strato di sostanze chimiche. 
Credo che questa sia una semplicissima idea che possa portare ad un risparmio considerevole.
Ecco lo scontrino tradizionale.


In questo supermercato ho acquistato 31 prodotti e lo scontrino è lungo 45 cm.

Ed ecco lo scontrino corto, fronte,

e retro.

In questo supermercato ho acquistato 3 prodotti in più rispetto al primo, 34 in tutto, e lo scontrino è lungo 17 cm.

Certo, si può fare anche di meglio, ma non in tutti i paesi è possibile non rilasciare uno scontrino cartaceo, per motivi fiscali o perché i clienti lo richiedono. 

Il supermercato olandese Jumbo dal 2012 non stampa più automaticamente lo scontrino cartaceo per i propri clienti, ma solo se richiesto espressamente. L'obiettivo è proprio quello di risparmiare carta, e quella utilizzata è certificata FSC.

In futuro, sicuramente arriverà lo scontrino elettronico, e le strisce di carta che ci riempiono il portafogli saranno solo un ricordo; nel frattempo, però, molto ancora si può fare.

26 giugno 2015

2B ospita una serata sull'Armenia

Siamo molto felici di ospitare nel nostro ufficio una serata sull'Armenia. Tristemente nota per il primo genocidio della storia, è doveroso conoscerla anche per la ricchezza artistica e culturale: un vero museo all'aperto con 4000 siti antichi, chiese, monasteri e 30.000 khatchar, le tipiche croci di pietra scolpite nel tufo. Un numero sempre crescente di viaggiatori negli ultimi anni sta scoprendo questo paese;  il nostro sarà un viaggio virtuale, nel quale ci accompagnerà Nadia Pasqual, autrice della prima guida in italiano sull'Armenia.
Con questo incontro si apre la serie di appuntamenti che ospiteremo nei nostri nuovi spazi, iniziative sulla sostenibilità ma anche culturali, boccate di ossigeno nella routine quotidiana, spazi di ispirazione e condivisione, com'è anche nello spirito dell'Associazione Culturale Filanda Motta.

Vi aspettiamo mercoledì 1 luglio alle ore 18:30, presso la Filanda di Campocroce, edificio M. Come sempre, seguiranno una bicchierata e conversazione.

16 giugno 2015

Innovazione sostenibile - Sustainia 100

Anche quest'anno Sustainia ha valutato innumerevoli progetti provenienti da tutto il mondo per scegliere poi le 100 nuove soluzioni più interessanti nell'ambito della sostenibilità. I criteri che guidano la scelta riguardano la concretezza del progetto, la capacità di contribuire alla riduzione del riscaldamento globale o dell'impatto ambientale a livello locale, la fattibilità economica, la capacità di contribuire al miglioramento della qualità della vita, la replicabilità in contesti diversi e più ampi. 
Le soluzioni sono raggruppate in 11 sezioni: edilizia, informatica, città, risorse, moda, educazione, salute, tendenze, trasporti, cibo ed energia.

Non ne ho mai parlato prima in questo blog, ma quest'anno la cosa che salta all'occhio delle soluzioni pervenute conferma anche una delle più interessanti tendenze della sostenibilità: 

la sostenibilità diventa conveniente

Quando si è cominciato a parlare di sostenibilità, i prodotti considerati meno impattati per l'ambiente erano anche spesso poco efficaci: lo shampoo lasciava i capelli secchi e il detersivo non toglieva le macchie. Poi la sostenibilità è diventata di moda ma l'ecochic, termine che ormai mi esce dalle orecchie e mal sopporto, costa, la sostenibilità si paga.
Nei miei discorsi e seminari lo ripeto spesso, le aziende ormai devono essere in grado di integrare la sostenibilità come qualsiasi altro elemento caratterizzante del prodotto o servizio, senza che rappresenti un costo aggiuntivo. Anzi, talvolta può rappresentare anche l'ispirazione per innovazioni di rottura che comportano risparmi di risorse naturali e di costi per l'azienda e il consumatore.

Delle innovazioni scelte da Sustainia devo dire che alcune mi lasciano un po' perplessa. Vorrei sapere come questi criteri di selezione siano stati effettivamente applicati, ovvero se siano stati svolti degli studi che hanno permesso di valutare l'effettiva riduzione di impatto rispetto a soluzioni tradizionali. Rimane comunque un documento interessante, ed è utile per chi vuole farsi un'idea di quello che succede nell'ambito della sostenibilità.

Di seguito alcune idee che mi sono piaciute tra le cento selezionate.

  • Frutta e verdura si conservano per una settimana senza bisogno di refrigerazione con l'aiuto di questa tendina che crea un microclima sterilizzato



  • Un programma che supporta contadini in India a convertire le proprie piantagioni di cotone tradizionale in cotone biologico, attraverso l'impegno ad acquistare ciò che producono nei 2-3 anni di transizione. Viene inoltre offerto un prezzo maggiorato proprio per compensare la diminuzione di raccolto, generalmente pari al 20-30%



  • Tecnologia per la tintura dei tessuti senza l'utilizzo di acqua e sostanze chimiche; viene invece utilizzata CO2, recuperata e riutilizzata per il 95%



  • In India una politica per dare priorità a pedoni e ciclisti e scoraggiare l'uso di mezzi a motore, cambiando la filosofia dei trasporti in città. In India!



  • Un sensore inserito nei cassonetti permette di fornire informazioni in tempo reale sul loro livello di riempimento e di organizzare e gestire nel modo più efficiente possibile la raccolta dei rifiuti



  • Apparecchi acustici ad energia solare realizzati con design open source per migliorare la qualità della vita di tante persone nei paesi in via di sviluppo



  • Culla termica che permette di mantenere la temperatura dei neonati nati prematuri o sottopeso a 37°C per ore senza il bisogno di elettricità; per tutte quelle comunità nel mondo non ancora raggiunte dalla rete elettrica




8 giugno 2015

Product Social Impact Assessment - Interview to João Fontes

Social sustainability is one of the most crucial and critical topics at the moment. 
When trying to balance economy, environment and society within their product sustainability strategy, companies and organizations often don't know how to move forward.
João Fontes is an expert in sustainability assessment, CSR and social susteinability, and he is somebody who believes in sharing and cooperation. Moreover, he is a very nice person, which makes it a perfect combination.
As social sustainability happens to be one of my favorite topics, I am particularly glad he accepted to answer my questions about his work, his latest achievements and what's going on in this field. 

What was the biggest challenge when writing the Handbook for Product Social Impact Assessment?

There were many challenges along the way. The first one was to develop the impact assessment method in a way that it reflected the approaches of the Roundtable participants. Following this, to define which social topics should be proposed. Finally and mayne the most complex one, how to define the reference scales and reference value for the performance indicators, or with other words what should be the baseline for the assessment. It was definitely a challenging process for all of us, and at the same time rewarding as we managed to lanuch the handbook last year.

You refer to this approach as social footprint, which is the major difference with social LCA?


Product social footprint is the name that we use at PRé. It means measuring the social impact of a product or service based on Product Social Impact Assessment, which is the methodology that was developed by the Roundtable. Although product social footprint may be associated with the acronym social LCA, it does not prescribe full alignement with the recommendations of the ISO 14040 norm for life-cycle assessment. Therefore we do not refer to social LCA and make the distinction to allow more flexibility for practitioners.

When should a company use quantitative product social impact assessment and when should they use a more qualitative approach?

The methodology proposed in the handbook accomodates two approaches: quantitative and scales-based. While the former is solely based on quantitative data, the latter includes both quantitative and qualitative data.
Which approach to choose will depend on what type of data is more useful to support decision making. In case of assessing a single product and aggregated data is required to support the business, the scale-based is indicated since aggregating indicators into scores in the quantitative approach is only possible in comparative assessment. Furthermore, it also depends on the type of data that is available and how the practitioner prefers working: while most social data is qualitative, people who are familiar with life cycle thinking are used to working with exact quantitative figures.

The interest for social sustainability assessment is increasing but most companies are still trying to figure out how to apply it to their situation. What would you suggest to those who would like to start such a process?

I would recommend taking one step back and revisiting the fundamentals. That includes looking at the mission of the company, what social sustainability means for the buisness, what are the external drivers, what is currently measured and beyond. Alternatively, the company can choose to conduct a pilot to test in practice, discover the benefits of social footprinting and what it exactly entails. 

What is the main added value of social footprinting?

Social footprinting is an eye opener. When you start measuring and assessing it, you realize what you know and what you do not know about the potential social impacts of your products and services on people. It makes both positive and negative impacts measurable and visible. Another important benefit is that it can support communications and decision making at different areas of the business, including procurement, product design and community investment.


What are your future plans?


During my past five years at PRé, I've observed that companies have widely different approaches assessing the social impacts of their products and services, and for managing product social sustainability. As companies have different, specific needs, I developed an incremental programme for companies that want to start measure, manage and communicate the social footprint of their products and services. With the Social Footprinting Programme I hope to be able to help more companies take the next step in product social sustainability.


João Fontes is a consultant who focuses on the human element in sustainability issues. He works on projects related to sustainability assessments, CSR (Corporate Social Responsibility), and social sustainability. He also has experience with multi-criteria analysis, which combines social, environmental and economic indicators.

João holds a BSc in Information Technology and an MSc In Environmental Science. He started his career teiloring decision-support systems for companies in Brazil and Europe. He then worked with Far Trade in a non-profit network and as a freelance consultant. João is a member of the Measurement Science Working Group of The Susteinability Consortium, and initiated the Roundtable for Product Social Metrics. Presently, he works for PRé Sustainability and is Guest Lecturer at Harvard University Extension School.

João is the main author of the recently published Handbook for Product Social Impact Assessment.
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