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29 settembre 2016

Idee sparse - scattered ideas


Siamo nel mezzo di una settimana intensissima, in cui il nostro ufficio si è riempito di esperti ed esperienze provenienti da diversi paesi europei, tutti accomunati da uno stesso obiettivo. E' una bella sinergia, ricca ed estremamente interessante. Ne parlerò la prossima settimana. 

Per ora vi lascio ad alcune idee sparse che mi fanno pensare che:
  • più aumenta il numero di notizie a cui siamo esposti, più dovremmo rallentare, imporci di andare oltre la prima impressione, e approfondire
  • capita che per trovare percorsi innovativi di sostenibilità sia utile trarre ispirazione dal passato
  • ci deve pur essere un confine accettabile per stimolare comportamenti corretti da parte dei cittadini, solo che tale confine non è sempre chiaro

Molti avranno sentito la novità della Francia, che dal 2020 bandirà le stoviglie usa e getta. Si partirà con una percentuale di bioplastica del 50% per arrivare al 65% nel 2025. Dei tanti articoli apparsi sull'argomento, questo della CNN è quello che mi è piaciuto di più. Riporta due informazioni interessanti di cui non ero a conoscenza e che riporto in forma di quiz (guardate le risposte alla fine del post):

Qual è stato il primo paese al mondo a bandire i sacchetti di plastica?

Nel 2002 l'Irlanda ha introdotto una tassa di euro 0,17 sui sacchetti di plastica. In quell'anno il consumo medio pro capite di sacchetti era di 328; a quanto si è ridotto nel 2014?

La decisione della Francia fa notizia, ma è bene non limitarsi a considerazioni superficiali. La bioplastica è sempre meglio della plastica tradizionale? In questo articolo di PRé Consultants vantaggi e svantaggi della prima. 

Sono sicura che altri paesi seguiranno l'esempio francese, già qualcosa si muove in Irlanda, qui l'articolo.

La rotazione del pascolo, un metodo semplice per fornire erba fresca gli animali, fertilizzante al terreno, permettere alla terra di trattenere meglio l'acqua, ridurre l'erosione. Mi dà l'idea della scoperta dell'acqua calda. Qui per saperne di più.
rotational-grazing-flowchart-v3

Rifiuti di plastica trasformati in mattoni per costruire case popolari ma utilizzabili anche per barriere antirumore, guardrail, o come isolante termico, qui.

Questa notizia mi ha colpita perché riguarda un argomento che mi interessa molto, ovvero i modi per stimolare le persone a variare, possibilmente migliorandolo, il proprio comportamento. In Cina la polizia regala buoni sconto per pagare le multe. E' etico? E' corretto?

Risposte:
Il primo paese a bandire i sacchetti in plastica è stato il Bangladesh
Si è passati a 14 sacchetti pro capite nel 2014

26 settembre 2016

Ti appassiona la sostenibilità? Lavora con noi!

La selezione inizia qui, ora. Se cerchi una bella opportunità, leggi di seguito e, se ti riconosci nella descrizione, mandaci il tuo curriculum vitae e una lettera di presentazione.

Chi siamo?
2B è un laboratorio artigianale di ecoinnovazione e percorsi di sostenibilità. Siamo esperti di Life Cycle Assessment, ecodesign, ecologia industriale e comunicazione ambientale. Qui il nostro sito per maggiori informazioni. Lavoriamo con aziende, università e centri di ricerca sia in Italia che all'estero.


Chi cerchiamo? 
Una laurea specialistica ad indirizzo scientifico, ad esempio in chimica, scienze naturali o scienze ambientali e un'ottima conoscenza dell'inglese, sia scritto che orale, sono due requisiti fondamentali.
Esperienza di Life Cycle Assessment è sicuramente un vantaggio, in alternativa una forte predisposizione per la metodologia e al resto pensiamo noi. 
Fondamentale una mentalità flessibile ma allo stesso tempo precisa e attenta ai dettagli. Siamo molto esigenti per quanto riguarda la qualità, quindi devi amare i lavori fatti con grande cura senza mai perdere di vista la visione d'insieme. Sono importanti anche la predisposizione a lavorare con gli altri, la creatività e uno spirito propositivo. 

Quando puoi iniziare?
Se sei la persona giusta, al più presto!

Dove?

Abbiamo la fortuna di lavorare in un posto bellissimo, l'ex Filanda Motta di  Campocroce di Mogliano Veneto. In basso una foto oppure, per saperne di più, cerca nel nostro blog sotto l'etichetta "Filanda di Campocroce".

Per conoscerci meglio, ti consigliamo di dare anche un'occhiata al nostro sito: www.to-be.it

Puoi mandare il tuo curriculum con la lettera di presentazione a Beatrice Bortolozzo: bortolozzo@to-be.it


23 settembre 2016

Venerdì, un libro a zonzo


Non penso di aver mai fatto una vera e propria recensione di "Tre uomini in barca", ma è un libro che amo molto e trovo divertentissimo. Il libro è stato un grande successo per Jerome K. Jerome che, come spesso succede anche oggi, ha pensato di farne un seguito. Dopo il viaggio lungo il Tamigi, in "Tre uomini a zonzo" i nostri amici intraprendono un viaggio in bicicletta che li porta in Germania, anche qui tra mille (dis)avventure. 
Questo romanzo mi è piaciuto molto meno del primo, talvolta ho fatto fatica a procedere nella lettura, ma ho tenuto duro dando una possibilità ad ogni singola pagina, memore delle risate che mi ero fatta con il primo. Il confronto è inevitabile, e non benevolo.
Mi piacerebbe sapere se in Germania questo libro si legga ancora molto, perché fa del paese e dei suoi abitanti una descrizione incisiva e talvolta decisamente tagliente. Quando è stato pubblicato in Germania ha avuto un buon successo tanto da divenire, secondo Wikipedia, libro di testo nelle scuole.
La nascita degli stereotipi è un argomento molto affascinante, e anche la loro diffusione in paesi diversi. Sono rimasta colpita da come molti stereotipi attuali sui tedeschi non fossero poi molto diversi quando è stato scritto il libro nel. 1900.

I nostri eroi, questa volta senza il cane, sono ora più maturi, due di loro sono sposati, e devono anche fare i conti con le consorti prima di intraprendere il viaggio. E' il punto in cui la storia si presenta promettente: l'uomo che prende in mano la situazione, esigendo dalla moglie di poter passare qualche settimana con gli amici. Ah, che risposta, forse qualche signora ne vorrà prendere nota:
"I only want to get rid of you for a little while, just long enough to forget there one or two corners about you that are not perfect, just long enough to let me remeber what a dear fellow you are in other respects, and to look forward to yor return, as I used to look forward to your coming in the old days..."
Avete anche voi un metodo per fare la lista delle cose da portare in viaggio? Ho scoperto che il mio assomiglia a quello descritto nel libro. Consiste nel pensare a ciò di cui si ha bisogno nelle diverse situazioni della giornata, poi per i vestiti si parte invece dai piedi fino ad arrivare alla testa:
"Imagine yourself in bed; what have you got on? Very well, put it down - together with a change. You get up, what do you do? Wash yourself. What do you wash yourself with? Soap; put down soap. Go on till you have finished. Then take your clothes. Begin at your feet; what do you wear on your feet? Boots, shoes, socks; put them down. Work up till you get to your head."
Le biciclette che usano i nostri eroi non sono bici qualsiasi, ma biciclette ergonomiche che, forse come adesso, "corrono bene la mattina ma dopo pranzo sono un po' durette".

In passato, ora forse meno, quando si voleva imparare una lingua straniera si domandava dove fosse meglio andare ad impararla. Non che questo, però, rappresenti sempre un vantaggio:
"To Hanover one should go, they say, to learn the best German. The disadvantage is that outside Hanover, which is only a small province, nobody understands this best German. Thus you have to decide whether to speak good German and remain in Hanover, or bad German and travel about."  
E qual è la cosa più negativa che si possa dire sui tedeschi, ma in questo caso anche sugli anglosassoni?
The worst that can be said  against them is that they have their feilings. They themselves do not know this; they consider themselves perfect, which is foolish of them. They even go so far as to think themselves superior to the Anglo-Saxon: this is incomprehensible"
Non so se questo tipo di umorismo piaccia a molti, a me un mondo. Qui non è proprio lampante, bisogna pazientare e scoprirlo qua e là. Se vi piace il genere, leggetelo; questo è il periodo giusto, da ora fino al prossimo maggio, perché non è un libro da leggere sotto l'ombrellone.

Buon fine settimana!

22 settembre 2016

Idee sparse - Scattered ideas


Buon solstizio d'autunno!

Questa settimana mi sono imbattuta in molte notizie interessanti, alcune delle quali hanno già ispirato nuove idee.

Dove finiscono gli apparecchi elettronici che pensiamo vengano riciclati? Negli USA 205 localizzatori GPS sono stati inseriti in altrettanti stampanti e monitor destinati al riciclo. Risultato: il 40% è finito in discariche nella periferia di Hong Kong. Interessante l'articolo, qui, ma anche l'idea dei localizzatori nei prodotti. Altri modi in cui potrebbero essere utilizzati a favore della sostenibilità?

Un nuovo tessuto che genera elettricità con il sole e il vento, incredibili le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, qui per saperne di più.

Conoscente l'economia comportamentale? Affascinante. Studia come le persone prendono le loro decisioni, perché la scelta non è guidata da processi logici, anzi, spesso proprio da impulsività e irrazionalità. Qui un video interessante, per avere un'introduzione sull'argomento in 10 minuti
Qui invece, un video sull'uso di questa branca dell'economia per stimolare decisioni migliori per la salute dei consumetori


La Swedish Water House ha sviluppato un sito che raccoglie strumenti, standard e certificazioni relativi alla gestione dell'acqua. Nella parte dedicata al ciclo dell'acqua, The Water Journey, potete trovare tutte queste informazioni divise per fase del ciclo. 

La strategia messa in atto dai membri femminili dello staff del presidente Obama per fare in modo che anche le loro opinioni fossero ascoltate, qui l'articolo. Bene che la situazione sia migliorata, triste constatare che siano state costrette a ricorrervi. 

Tra il serio e il faceto, 10 trucchi per sembrare più intelligente durante le riunioni, qui. Trovo ridicola la n. 7, se non in particolari situazioni, ma sono sicura che molti ci hanno pensato a cosa dire nelle riunioni per apparire brillanti.
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